Sparatoria a Milano, morto un 20enne. Colpito da un agente in borghese: “Era armato”

Un giovane di soli 20 anni è stato ucciso in una sparatoria a Milano. A sparare un agente di polizia, secondo cui l'uomo era armato.

Sparatoria a Milano, morto un 20enne. Colpito da un agente in borghese: “Era armato”

Una sparatoria e una giovane vittima, di soli 20 anni. È successo a Milano, in via Giuseppe Impastato. Secondo quanto emerge dalle prime informazioni, la vittima sarebbe un giovane di 20 anni. Sarebbe morto oggi, poco prima delle 18, ucciso durante una sparatoria. Sul posto si sono immediatamente recati i mezzi del 118 gli agenti della questura di Milano.

Secondo le prime ricostruzioni, il ventenne è stato ucciso da una pattuglia di agenti in borghese. Il giovane si sarebbe avvicinato ai poliziotti, forse armato, e gli agenti hanno quindi fatto fuoco. La polizia spiega che l’uomo ha incrociato una pattuglia durante dei controlli di altre persone, a quel punto si sarebbe avvicinato estraendo una pistola. Gli agenti ritengono che abbia quindi puntato l’arma contro di loro, che hanno reagito sparando e colpendolo alla parte alta del corpo. Si sta verificando se l’arma fosse o meno a salve.

Sparatoria a Milano, ucciso un ventenne: Salvini sta col poliziotto, Piantedosi prudente

Il primo a prendere posizione su quanto avvenuto è il leader leghista e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini: “Sono dalla parte del poliziotto, senza se e senza ma”, dichiarata subito. Più prudente il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi: “Le prime notizie ovviamente scontano un margine ancora di approssimazione. Non ho motivo di presumere sulla legittimità o proporzionalità dell’intervento fatto, ma non diamo scudi immunitari a nessuno”.

Piantedosi aggiunge: “Le autorità competenti adesso vaglieranno il caso. Chiedo solo di non fare presunzioni di colpevolezza. Da parte mia assicuro che non ci saranno scudi immunitari. Ci rimetteremo in maniera serena alla valutazione di quello che sarà stato lo svolgimento dei fatti, ancora una volta in un contesto molto complicato”.