Donald Trump minaccia di nuovo l’Iran. Il presidente degli Stati Uniti è pronto a usare la forza contro Teheran, annunciando che “un’imponente Armada sta facendo rotta verso l’Iran”. “Si muove rapidamente”, assicura Trump in un post su Truth parlando di una “flotta più grande di quella inviata in Venezuela, guidata dalla grande portaerei Abraham Lincoln”.
Per Trump, anche questa armata – così come quella che ha operato in Venezuela – è “pronta e in grado di compiere rapidamente la sua missione con rapidità e violenza, se necessario”. L’Iran, però, non sta a guardare e annuncia che reagirà “come mai prima d’ora” in caso di attacco statunitense.
Trump minaccia e l’Iran risponde
La missione iraniana all’Onu risponde a Trump che aveva detto di sperare che l’Iran si possa sedere presto al tavolo delle trattative, avvertendo però che il prossimo attacco Usa “sarà molto peggiore” di quello del giugno del 2025. Teheran è però pronta alla rappresaglia in caso di attacco statunitense: “L’Iran è pronto al dialogo basato sul rispetto e sugli interessi reciproci, ma se provocato si difenderà e risponderà come mai prima d’ora”.
Eppure dagli Stati Uniti si prova a ridimensionare lo scontro e la possibile risposta iraniana, con il segretario di Stato, Marco Rubio, che sostiene che “l’Iran è più debole che mai”. In soccorso degli Stati Uniti arriva anche il cancelliere tedesco, Friedrich Merz: “Un regime che può mantenersi al potere solo con la forza bruta e il terrore contro la propria popolazione ha i giorni contati”.
Per Merz si potrebbe trattare di settimane, “ma questo regime non ha alcuna legittimità per governare il Paese”. Intanto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto una conversazione al telefono con l’omologo saudita Faisal bin Farhan: i due hanno parlato delle possibili e pericolose conseguenze di un’escalation nella regione.