Anche la Svizzera insegue il riarmo: aumento dell’Iva per rafforzare l’esercito

La corsa al riarmo raggiunge anche la Svizzera: annunciato un aumento dell'Iva, così i cittadini pagano per rafforzare l'esercito.

Anche la Svizzera insegue il riarmo: aumento dell’Iva per rafforzare l’esercito

Anche la “neutrale” Svizzera insegue il riarmo. Anche il Paese da sempre considerato quello meno belligerante di tutti si prepara a rafforzare l’esercito e la sua sicurezza attraverso un aumento dell’Iva. L’intenzione è di spendere 31 miliardi di franchi, dal 2028, proprio per rafforzare l’esercito e in generale la sicurezza.

Il ministro della Difesa, Martin Pfister, vuole finanziare questa spesa attraverso un aumento dell’Iva dello 0,8%, portando l’imposta all’8,9% contro l’attuale 8,1%. Anche se va detto che l’Iva svizzera resterebbe ben al di sotto di quella europea, mediamente molto più elevata.

Corsa al riarmo, ora è il turno della Svizzera: aumento dell’Iva per rafforzare l’esercito

Va detto che l’esercito svizzero nel secondo dopoguerra era ritenuto molto forte, anche se ha il Paese poi pian piano ridotto le spese per la difesa. Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato di nuovo, con lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina. E in quel momento si è capito che il rischio di una guerra tradizionale non era più da escludere.

La Svizzera ha quindi ordinato trenta F35 per un costo di sei miliardi di franchi. Ma non basta, perché resta il problema che gran parte dei soldati svizzeri non sarebbero neanche equipaggiato adeguatamente per combattere in caso di guerra. Da qui la volontà di investire 31 miliardi di franchi svizzeri, pari a circa 33 miliardi di euro.

Un investimento che verrà pagato dai cittadini attraverso un aumento dell’Iva di otto decimi di punto, una soluzione preferita a un indebitamento che in Svizzera viene escluso finché possibile. L’aumento dell’Iva dovrebbe comunque essere temporaneo, per una durata di dieci anni a partire dal 2028.

In ogni caso il progetto del ministero della Difesa dovrà passare per una consultazione popolare. Questo perché l’aumento dell’Iva prevede una modifica alla Costituzione federale. Il referendum potrebbe svolgersi nell’estate del 2027, per poi prevedere l’eventuale entrata in vigore dell’aumento dell’Iva a partire dall’anno successivo. Resta, però, la volontà espressa da Pfister di sacrificare il potere d’acquisto dei cittadini per rafforzare la sicurezza. Inseguendo, di fatto, la corsa al riarmo già intrapresa dall’Ue.