Guerriglia urbana a Torino, scontri e polemiche: la politica si spacca

Scontri violenti a Torino dopo il corteo di Askatasuna: guerriglia urbana, poliziotti feriti e bufera politica.

Guerriglia urbana a Torino, scontri e polemiche: la politica si spacca

La guerriglia urbana esplosa a Torino dopo il corteo nazionale legato ad Askatasuna ha acceso uno scontro politico durissimo, che in poche ore ha travalicato i confini cittadini per diventare un caso nazionale. Le immagini degli scontri nel quartiere Vanchiglia, con un poliziotto circondato e colpito con spranghe e martelli, hanno innescato reazioni immediate ai massimi livelli istituzionali.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato senza mezzi termini di “aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta”. Ancora più netto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha definito gli antagonisti “un pericolo per la democrazia”. Proprio Piantedosi ha ricevuto una telefonata del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha espresso solidarietà all’agente rimasto ferito durante gli scontri.

Dalla maggioranza, Lega e Forza Italia puntano il dito contro la sinistra, accusata di legittimare o minimizzare la violenza. “Delinquenti quelli di Askatasuna: peggio di loro c’è solo chi li difende, coccola, giustifica o protegge”, ha dichiarato il vicepremier Matteo Salvini, rilanciando la linea dura: arresti, sgomberi e un nuovo pacchetto sicurezza. Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro degli Esteri Antonio Tajani, secondo cui i fatti di Torino dimostrano “perché servono nuove norme sulla sicurezza”.

Guerriglia urbana a Torino, scontri e polemiche: la politica si spacca

Il Viminale ha annunciato che il pacchetto sarà discusso nei prossimi giorni. Tra le misure allo studio torna a prendere forza il fermo preventivo di polizia fino a 12 ore per soggetti ritenuti pericolosi, considerato dagli addetti ai lavori uno strumento chiave per garantire lo svolgimento pacifico delle manifestazioni.

Sul fronte dell’opposizione, la segretaria del Pd Elly Schlein ha condannato con fermezza quanto accaduto: “Immagini inqualificabili di una violenza inaccettabile”, ha detto, esprimendo solidarietà alle forze dell’ordine e auspicando l’individuazione rapida dei responsabili.

La giornata torinese era iniziata con un grande corteo: 15 mila partecipanti secondo la questura, fino a 50 mila per gli organizzatori. In strada sindacati di base, militanti dei centri sociali, attivisti No Tav e anche il fumettista Zerocalcare. Ma con il calare del buio gruppi di autonomi e anarchici si sono staccati dal corteo tentando di sfondare i cordoni della polizia. Bottiglie, razzi artigianali, pietre e fumogeni sono stati lanciati in diversi punti del quartiere, dietro il campus Einaudi e in corso Regina Margherita, storico indirizzo del centro sociale sgomberato a dicembre. La risposta delle forze dell’ordine è arrivata con lacrimogeni, idranti e cariche di alleggerimento. Il bilancio finale parla di undici agenti feriti, cassonetti incendiati e un blindato della polizia dato alle fiamme.