Dal Regno Unito alla Francia: ciclone Epstein contro politici europei

Roma, 9 feb. (askanews) – Il ciclone causato dalla pubblicazione dei nuovi file del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein colpisce personalità politiche di spicco ai confini europei: dall’ex ministro della Cultura francese, Jack Lang, che si è dimesso dalla carica di presidente dell’Istituto del Mondo Arabo, all’ex ambasciatore britannico Peter Mandelson, che, secondo i documenti rilasciati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti a fine gennaio, aveva trovato a Epstein “un posto fantastico in cui soggiornare sulla costiera amalfitana”, che offriva “privacy” con “camere annesse per i suoi ospiti”, stando a un’email del 2010.Riguardo allo scandalo relativo ai legami di Lord Mandelson con il finanziere morto suicida in carcere nel 2019, il primo ministro britannico Keir Starmer ha programmato una riunione d’emergenza con i parlamentari laburisti lunedì, dopo le dimissioni del suo capo di gabinetto Morgan McSweeney, che ha sostenuto personalmente la candidatura di Mandelson alla carica di ambasciatore negli Stati Uniti.Sempre nel Regno Unito, dove ha fatto scalpore il coinvolgimento dell’ex principe Andrea, fratello del monarca, hanno rotto il silenzio perfino il principe William e la consorte Kate, i quali tramite un portavoce di Kensington Palace, hanno dichiarato di essere “profondamente preoccupati” per le rivelazioni sul caso Epstein, dedicando “i loro pensieri alle vittime”. Cresce infatti il risentimento nell’opinione pubblica sulla vicenda ed è forte la pressione sull’ex principe affinché testimoni nell’inchiesta.Per quanto riguarda Jack Lang, l’ex ministro si dice “sereno” e definisce le accuse infondate. Le richieste di dimissioni si sono intensificate dopo che i nuovi documenti hanno dimostrato che Epstein e Lang si sono scambiati messaggi con discontinuità tra il 2012 e il 2019, quando il finanziere si è suicidato in carcere. Il suo nome appare più di 600 volte. Il presidente francese Emmanuel Macron ha provato a buttare acqua sul fuoco: “Ha preso la sua decisione, ne abbiamo preso nota”, ha tagliato corto, aggiungendo che il caso Epstein riguarda “soprattutto gli Stati Uniti” e, in questo senso, “la giustizia” del Paese “deve fare il suo lavoro e basta”.