Sono convinto che Zelesnky avrebbe potuto terminare la guerra in poco tempo, se avesse voluto. Invece nell’aprile 2022, su istigazione di americani e inglesi, rifiutò di firmare il trattato di pace, condannando così il suo popolo a pagare un enorme tributo di sangue. Francamente non so perché Putin non lo abbia fatto fuori.
Alberto Varrone
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Gentile lettore, all’inizio Putin non lo fece fuori perché pensava di conquistare rapidamente Kiev e di arrestare Zelensky o costringerlo a una rocambolesca fuga all’estero. Putin era convinto che tutto si sarebbe risolto in breve perché era stato ingannato da spie doppiogiochiste: gli era stato fatto credere che gli ufficiali ucraini di scuola sovietica si sarebbero ribellati a Kiev, rifiutando di combattere i russi. Visto che le cose non erano andate così, da allora Putin si è attenuto a un codice d’onore basato sulla reciprocità: io non bombardo il palazzo presidenziale di Kiev e tu non bombardi il Cremlino; io non tento di ucciderti e tu non tenti di uccidermi. È quanto si evince da una conversazione che Putin ebbe nella primavera del 2022 con l’allora premier israeliano Naftali Bennet. A quell’epoca Zelensky viveva in un rifugio antiatomico perché – disse a Bennet – temeva di essere ucciso. Bennet racconta che chiese a Putin: è vero che lo vuoi uccidere? Putin gli rispose: no, non è nei miei piani. Mi dai la tua parola d’onore, chiese Bennet? Ti do la mia parola d’onore, rispose Putin. Bennet riferì tutto questo a Zelensky e da allora l’ex comico cominciò a muoversi alla luce del sole, a mostrarsi spavaldo in pubblico e a fare visite alle truppe al fronte.