La Lega crolla, Forza Italia festeggia e stacca i suoi alleati di governo. I sondaggi testimoniano un primo effetto della fuoriuscita di Roberto Vannacci dal Carroccio, evidenziando anche l’ipotetico valore elettorale di Futuro Nazionale.
Quasi tutti i partiti di testa sono in calo, con l’unica eccezione di Forza Italia. Gli azzurri, rimasti unica forza considerata moderata a destra, sembrano risentire positivamente dell’addio di Vannacci alla Lega. E proprio il partito di Matteo Salvini è, invece, quello che perde più consensi, secondo la Supermedia di YouTrend per Agi.
Sondaggi elettorali, crolla la Lega e Forza Italia la stacca
Fratelli d’Italia mantiene il primato con il 29,7% dei voti, pur perdendo lo 0,2% rispetto a due settimane fa. In calo (dello 0,1%) anche il Pd, che non va oltre il 22,1%. Va peggio, però, ai 5 Stelle, che perdendo lo 0,4% si fermano al 12%. Più movimento si registra nel resto della coalizione di centrodestra, a partire da Forza Italia che con il 9,1% e un aumento di consensi di mezzo punto percentuale stacca la Lega.
Il Carroccio, con la nascita di Futuro Nazionale, perde infatti lo 0,7% e si ferma al 7,4%. Ora Verdi e Sinistra sono più vicini di quanto non lo sia Forza Italia. Proprio Avs si attesta al 6,3%, pur perdendo lo 0,2%. In salita troviamo invece Azione al 3,2% (+0,3%). Per la prima volta nella Supermedia appare Futuro Nazionale, stimato al 2,9%, anche se non viene rilevato da tutti i sondaggi considerati.
Stabile Italia Viva al 2,3%, seguita da +Europa (-0,2%) all’1,7% e Noi Moderati (-0,1%) all’1,1%. Per quanto riguarda le coalizioni, il centrodestra perde mezzo punto e si ferma al 47,2%, mentre il centrosinistra cede la stessa percentuale di voti e si attesta al 30,1%. Poi troviamo i 5 Stelle al 12% e il Terzo Polo al 5,5%.
Referendum sulla giustizia, la sfida è riaperta
La Supermedia di questa settimana mostra anche un’importante novità rispetto al referendum costituzionale sulla separazione delle carriere. Ciò che emerge è un forte recupero del No, che ora si attesta al 47%. Il fronte del Sì vede quindi diminuire il suo vantaggio, perdendo quasi 12 punti in un mese e non andando oltre il 53%. Nel dettaglio, il Sì ha perso il 5,9% dei voti e il No ne ha guadagnati altrettanti.