Petrecca saluta RaiSport, Cerno sbarca a Rai2: addio biblico (e polemico) per il direttore che si paragona a Gesรน, via libera alla striscia da 848mila euro allโ€™esterno de Il Giornale

Finisce l'era di Petrecca a RaiSport tra dimissioni e polemiche. Intanto il Cda Rai dร  l'ok (a maggioranza) alla striscia di Cerno

Petrecca saluta RaiSport, Cerno sbarca a Rai2: addio biblico (e polemico) per il direttore che si paragona a Gesรน, via libera alla striscia da 848mila euro allโ€™esterno de Il Giornale

Pugnalato alle spalle, tradito da chi gli รจ piรน vicino. Proprio come Gesรน allโ€™Ultima Cena. Cosรฌ si sente Paolo Petrecca, lโ€™ormai ex-direttore di RaiSport, visto che ieri ha rimesso il proprio mandato nelle mani dell’amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi e lascerร  l’incarico al termine delle Olimpiadi di Milano-Cortina. La responsabilitร  della testata sportiva – in via transitoria – รจ stata affidata al vice-direttore Marco Lollobrigida.

Petrecca come Gesรน con gli apostoli

Un addio โ€“ piรน che dovuto, dopo la figuraccia planetaria rimediata con la telecronaca della cerimonia di apertura โ€“ che ha avuto una coda velenosa. Sui social Petrecca, ieri, ha pubblicato lโ€™immagine del quadro di Guido Reni, San Matteo e l’Angelo, e ha richiamato il passo del Vangelo di Matteo contenente la frase rivolta da Gesรน agli apostoli durante l’Ultima Cena: “In veritร  vi dico: uno di voi mi tradirร “.

Difficile capire a chi Petrecca si riferisse, visto che fino a ieri dai vertici meloniani della Rai nessuno ne aveva preteso lโ€™addio. A differenza del Cdr di RaiSport e dellโ€™Usigrai. โ€œApprendiamo da fonti di agenzia la notizia delle dimissioni del direttore di RaiSport. Una decisione che segue la grande mobilitazione delle colleghe e dei colleghi di RaiSport e di Usigrai, al loro fianco in questi giorni di protesta insieme con le altre testate e redazioniโ€, ha commentato lโ€™Usigrai.

“Vertici aziendali responsabili”

โ€œPetrecca si รจ assunto le sue responsabilitร . Non cosรฌ i vertici aziendali, principali responsabili della scelta di affidare, e confermare, la gestione della testata sportiva nell’anno delle Olimpiadi a un direttore sfiduciato per tre volte in pochi mesi dalle redazioniโ€, aggiunge il sindacato, โ€œscelte che hanno portato come conseguenza enormi danni all’immagine e alla reputazione dell’azienda, e di chi ci lavora, che resteranno anche dopo le dimissioni di Petrecca. Ci chiediamo: chi ripagherร  la Rai, e i suoi dipendenti, per questi danni?โ€.

Dal canto suo, il Cdr di RaiSport ha sospeso la sua protesta: โ€œCdr e fiduciario di Milano di RaiSport attendono di incontrare lโ€™azienda per capire quali decisioni sono state prese sul futuro di Rai Sport – si legge in una nota -. Intanto a seguito delle dimissioni del direttore la redazione sospende la protesta e ribadisce la richiesta di garanzie per il futuro, anche in relazione ai prossimi importanti appuntamenti internazionali. Serve una guida capace di affrontare le sfide che attendono la redazione e impegni organizzativi e produttivi all’altezza del compito di servizio pubblico che la testata assolve nel racconto dello sport”.

Il Cda approva (a maggioranza) il programma di Cerno

Ma ieri รจ stato anche il giorno dellโ€™atteso Cda Rai. Oltre allโ€™affaire Petrecca โ€“ che ha attirato lโ€™attenzione mediatica e creato anche un certo imbarazzo tra i consiglieri di maggioranza, visto che il post “mistico” dell’ex direttore รจ piombato in Cdaย  proprio mentre era in discussione la situazione di RaiSport -, allโ€™ordine del giorno cโ€™era anche la spinosa questione della striscia quotidiana su Rai2 che lโ€™Ad Rossi intende affidare a il direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno, dal 2 marzo al 12 giugno (tre mesi e mezzo scarsi) al costo complessivo di 848mila euro (circa 11mila euro a puntata).

Sul punto il Cda si รจ spaccato, tanto che i consiglieri hanno approvato โ€œi piani di trasmissione e produzione per il 2026โ€ a maggioranza. Favorevoli tutti i consiglieri in quota centrodestra, astenuti invece quelli di minoranza, Alessandro Di Majo (quota M5s), Roberto Natale (Pd) e Davide Di Pietro (rappresentante dei dipendenti).

“Ci vorrebbe piรน coraggio, piรน innovazione e maggiore fiducia nelle professionalitร  interne”, spiegano i tre consiglieri astenuti, “Ci sembra immotivato il ricorso allโ€™esterno per una striscia di approfondimento quotidiana. Questa la ragione per la quale non abbiamo dato il nostro assenso ai Piani di Produzione e Trasmissione”. “Significativo e negativo al riguardo lโ€™ulteriore spazio che viene assegnato – stavolta su Rai 2 – a Tommaso Cerno“, aggiungono, “peraltro titolare di continui attacchi ad alcuni programmi Rai, mentre mancano conferme per programmi di approfondimento consolidati e apprezzati del servizio pubblico. Non รจ certo questa la via per ridare unโ€™identitร  definita alle reti Rai”.

Quanto a Petrecca sottolineano: “Eโ€™ giunta invece alla conclusione inevitabile la direzione di Paolo Petrecca a Rai Sport: un pesante autogol che lโ€™azienda avrebbe agevolmente potuto evitare se solo avesse ascoltato le responsabili istanze della redazione e le proposte che giร  nei mesi scorsi erano emerse in CdA quando si era trattato di indicare il vertice della testata”

Vespa non l’ha presa bene…

Da registrare che il nuovo programma di Cerno avrebbe suscitato, secondo indiscrezioni, le vibrate rimostranze di Bruno Vespa, il quale avrebbe poco apprezzato il format, troppo uguale ai suoi โ€œCinque minutiโ€.

No all’assunzione, i collaboratori restano con Ranucci e Iacona

Infine non si placano le polemiche per il concorso di stabilizzazione dei giornalisti che, tra i vari effetti, potrebbe avere quello di svuotare le redazioni di Report e PresaDiretta, con gli storici redattori di Sigfrido Ranucci e Riccardo Iacona costretti a lasciare Roma, per le sedi Rai regionali. Un pericolo da quanto apprende La Notizia parrebbe almeno in parte scongiurato, visto che due dei cinque inchiestisti della squadra di Ranucci destinati a salutare la capitale e parte dei collaboratori di Iacona avrebbero deciso di rifiutare l’assunzione alla Tgr e il trasferimento, pur di rimanere a lavorare a Roma nelle loro storiche redazioni.