Il bluff del decreto Bollette: sconto quasi dimezzato rispetto al 2025

Lo sconto sulle bollette annunciato da Meloni è un bluff: il bonus si riduce di 85 euro rispetto all'anno scorso. E anche la cifra è diversa.

Il bluff del decreto Bollette: sconto quasi dimezzato rispetto al 2025

Un bluff, sulle spalle delle famiglie più fragili. Difficile definire in maniera diversa la propaganda del governo sul decreto Energia e sul nuovo sconto per le bollette che arriverà nel 2026. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel video in cui ha presentato il provvedimento approvato in Cdm ha parlato di un contributo aggiuntivo di 115 euro l’anno sulla bolletta elettrica per 2,7 milioni di vulnerabili. Cifra che si somma ai circa 200 euro l’anno del bonus sociale. E qui sta l’ambiguità.

Perché Meloni parla di beneficio complessivo da 315 euro l’anno, ma non spiega come arriva a questa cifra. A sentir parlare Meloni, l’impressione è che si tratti di 315 euro in più rispetto al consueto bonus sociale, considerando che quando si parla di 200 euro viene subito in mente il bonus una tantum introdotto nel 2025. E invece no, perché quel bonus non esiste più e viene sostituito – e non aumentato – dai 115 euro.

I 200 euro di cui parla la presidente del Consiglio corrispondono al consueto bonus sociale, ormai esistente da anni. Con una precisazione dovuta: come emerge dalle tabelle sul bonus sociale elettrico pubblicate da Arera, il bonus è di 204 euro solo per le famiglie con almeno quattro componenti. La cifra scende a 186,15 euro per le famiglie di 3-4 componenti e a 146 euro l’anno per i nuclei con uno o due componenti. In questo caso, quindi, parliamo di un totale di 259 euro e non 315.

Bonus Bollette, la beffa è doppia: ridotti sconti e platea

Non si può dire che Meloni abbia mentito, ma che abbia fatto confusione sicuramente sì. E che, forse, abbia approfittato di un inganno linguistico per celare i veri numeri del nuovo bonus. Perché la verità è che nel 2026 la cifra scende, e anche di molto, rispetto al 2025. Come ricorda Marco Vignola, vicepresidente dell’Unione nazionale consumatori, il bonus scende dai 200 euro dello scorso anno ai 115 di quest’anno, quindi 85 euro in meno, con una riduzione del 42,5%.

Non solo, perché lo scorso anno il bonus era rivolto a chi aveva un Isee sotto i 25mila euro, quest’anno la soglia si ferma a 9.796 euro, tagliando fuori milioni di famiglie. Non a caso parla di “pubblicità ingannevole” Federconsumatori, mentre Adoc chiede a Meloni di “fare immediata chiarezza”. E a spiegare, indirettamente, perché l’intervento del governo è del tutto insufficiente ci pensa la Bce, sottolineando che in Italia le famiglie pagano l’energia elettrica circa il 100% in più rispetto alle industrie ad alta intensità energetica. Ragioni per cui il decreto Energia si trasforma in un’ennesima occasione mancata per intervenire strutturalmente e aiutare davvero le famiglie.