Strage di giornalisti nel 2025: nel mondo uccisi 121 cronisti, con il dato più alto da trent’anni. Il Comitato internazionale (Cpj) accusa Israele: “Due terzi dei decessi causati dai loro attacchi”

Il Cpj: 129 giornalisti uccisi nel 2025, dato più alto da 30 anni. Israele responsabile di 86 morti. Crescono gli attacchi con droni.

Strage di giornalisti nel 2025: nel mondo uccisi 121 cronisti, con il dato più alto da trent’anni. Il Comitato internazionale (Cpj) accusa Israele: “Due terzi dei decessi causati dai loro attacchi”

Centoventinove nomi per altrettante vite spezzate. Il 2025 entra negli archivi della storia come l’anno più letale per chi fa informazione da quando il Committee to Protect Journalists (Cjp) raccoglie dati, ossia da ben trent’anni. Un record mai visto e che si pensava irragiungibile, ma che, purtroppo, è stato messo nero su bianco in un report terrificante che dovrebbe far riflettere a lungo su un problema che mina la professione e il diritto dei cittadini a ricevere le informazioni corrette da tutto il mondo.

Strage di giornalisti, per la Cpj due terzi delle morti sono state causate da Israele

Secondo il Comitato, ben 86 dei 129 giornalisti uccisi sono morti per una qualche forma di responsabilità imputabile a Israele e alla sua campagna militare nella Striscia di Gaza. Si tratta di ben due terzi del totale, una cifra spaventosa di cui si parla sempre troppo poco.

Più in generale, almeno 104 operatori dei media hanno perso la vita in zone di conflitto. In Ucraina e in Sudan si registra un lieve aumento rispetto agli anni precedenti, con il primo conflitto che nel 2025 ha causato quattro vittime e il secondo nove, ma appare evidente che si parla di numeri molto lontani da quelli registrati a Gaza.

La tecnologia che uccide

C’è un altro dato che leva il sonno e che viene sottolineato nel rapporto, ossia le uccisioni causate dagli attacchi con droni che hanno avuto un vero e proprio exploit. Nel 2023 queste eventualità erano rarissime tanto che si sono contati appena due casi, ma nel 2025 la musica è cambiata con le morti causate dai velivoli senza pilota che sono state addirittura 39. Ma non è tutto. Ben 33 di queste, sempre secondo il Cpj, sarebbero state causate da droni militari, ossia quegli armamenti che si dice permettano di colpire con “precisione chirurgica”.

Un rapporto durissimo in cui il Cpj parla, senza peli sulla lingua, di cultura dell’impunità visto che, secondo quanto riportano, su 47 casi di omicidi mirati e documentati nel 2025, le indagini trasparenti sono state quasi del tutto assenti e in ogni caso non hanno portato a individuare alcun responsabile.

Il cronista di guerra, un mestiere sempre più pericoloso

Fare il giornalista non è mai stato un mestiere comodo, a dispetto di ciò che affermano in tanti. Ma oggi, in molte parti del mondo, è diventato un azzardo quotidiano con professionisti che, pur mostrando i propri contrassegni, finiscono spesso e volentieri nel mirino. Secondo il rapporto non si tratta affatto di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, anzi, spesso si è nel posto giusto e nel momento perfetto ma il problema è che i cronisti raccontano ciò che qualcuno vorrebbe tenere celato.