Se il buongiorno si vede dal mattino, allora quella odierna sarà una giornata carica di tensione, con il nuovo round negoziale tra Usa e Iran per evitare un conflitto che sembra già destinato al fallimento. Del resto, alla vigilia dell’incontro a Ginevra, il presidente americano Donald Trump non ha fatto davvero nulla per cercare di calmare le acque.
Anzi, come suo solito, ha gettato benzina sul fuoco sostenendo, nel suo lunghissimo discorso sullo Stato dell’Unione, che preferirebbe “risolvere la questione con la diplomazia, ma una cosa è certa: non permetterò mai all’Iran di avere l’arma nucleare”, aggiungendo poi, ovviamente senza fornire alcuna prova, che Teheran “ha già sviluppato missili che possono colpire l’Europa e gli Stati Uniti”. Parole incendiarie che sono state immediatamente respinte al mittente dai fedelissimi della Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei.
Oggi l’ultima chance per evitare il conflitto tra Usa e Iran, ma il vertice è già a rischio flop
Particolarmente duro l’intervento su X di Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, secondo cui “i bugiardi professionisti sono esperti nel creare l’illusione della verità. ‘Ripeti una bugia abbastanza spesso e diventerà verità’ è una legge della propaganda coniata dal nazista Joseph Goebbels”. “Questa legge è utilizzata sistematicamente dal governo statunitense e dagli speculatori di guerra che circondano gli Stati Uniti, in particolare dal regime genocida israeliano, per promuovere la loro sinistra campagna di disinformazione contro la nazione iraniana”, precisa ulteriormente il diplomatico.
“Qualsiasi affermazione sul programma nucleare iraniano, sui suoi missili balistici e sul numero di vittime durante i disordini di gennaio è semplicemente la ripetizione di grandi bugie. Nessuno dovrebbe lasciarsi ingannare da queste menzogne di rilievo”, chiude netto, con parole che alimentano ulteriormente le tensioni in vista del vertice di domani. Più miti, ma non del tutto orientate alla pace, le dichiarazioni del presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, che ha invitato Trump a non prendere “decisioni sbagliate in base a informazioni false”, aggiungendo che per l’Iran “tutte le opzioni sono sul tavolo: sia una diplomazia dignitosa sia una difesa che farà pentire l’aggressore delle proprie azioni”.
A provare a riportare un minimo di calma è stato, però, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Aragchi, che, lasciando Teheran alla volta di Ginevra per prendere parte al nuovo round di colloqui indiretti con gli Usa, ha dichiarato che il raggiungimento di un’intesa con Washington è “alla portata”. A suo dire, infatti, “l’Iran riprenderà i negoziati con gli Stati Uniti con la ferma determinazione di giungere, nel più breve tempo possibile, a un accordo equo e giusto” che metta fine alle tensioni.
I media statunitensi e israeliani convinti: “La guerra si farà, Usa pronti a colpire”
Dichiarazioni che, però, appaiono fin troppo ottimistiche alla luce delle più recenti indiscrezioni di stampa su un Trump furioso e pronto a dare il via libera agli attacchi. Sui media statunitensi e israeliani, infatti, si continua a dare conto di come le forze armate statunitensi siano in “allerta” e continuino il loro minaccioso schieramento. In particolare, l’ultima novità arriva dai quotidiani di Tel Aviv, che all’unisono fanno sapere che “almeno 12 caccia stealth americani F-22 sono stati schierati presso una base dell’aeronautica militare israeliana nel sud di Israele”.
Come spiegano le testate, il loro arrivo è un chiaro indizio di come la situazione stia rapidamente evolvendo, al punto che, letteralmente da un momento all’altro, potrebbe sfociare in una guerra aperta. A rafforzare questa convinzione è anche quanto riferito dal quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, secondo cui l’aeronautica militare del Paese guidato da Benjamin Netanyahu ha ordinato ai soldati in servizio di concordare con i corrieri la consegna fuori dalle basi.
Una mossa che, sempre secondo Ynet, nasce dal timore che un aumento degli ordini in una determinata notte possa indicare una massiccia presenza di militari nella base e quindi allertare l’Iran, facendo venire meno il fattore sorpresa. Tutte notizie che, purtroppo, dimostrano come la crisi iraniana stia peggiorando e che tutto lascia pensare che, presto o tardi, la guerra con l’Iran – che si preannuncia tutt’altro che facile e breve – possa scoppiare.