La maggioranza ancora una volta manifesta di non aver in alcun modo tenuto nel debito rispetto l’appello del Quirinale alla pacatezza del confronto tra le istituzioni e al rispetto per la magistratura. Fratelli d’Italia attacca ancora una volta le toghe. Nel mirino finisce la presidente di Magistratura Democratica Silvia Albano, giudice della sezione immigrazione del Tribunale di Roma.
FdI ignora il Colle e attacca di nuovo le toghe. Nel mirino finisce Silvia Albano
La magistrata, parlando con il Fatto Quotidiano, ha espresso dubbi sui Cpr in Albania. “Non mi risulta – ha detto Albano – che i Cpr in Italia siano sovraffollati, non mi spiego questo accanimento che rischia di provocare uno scontro istituzionale con la magistratura alla quale toccherà garantire il rispetto della legge, compresa la normativa dell’Unione europea. Ormai ci sono decine di pronunce in questo senso, forse converrebbe attendere prudentemente le decisioni della Corte di giustizia Ue”.
Peraltro, aggiunge, “anche la Corte di Cassazione ha dubitato della legittimità delle modifiche della legge di ratifica del Protocollo e ha effettuato un rinvio, la Corte Costituzionale ha invitato il legislatore a disciplinare i modi del trattenimento (quindi anche dei trasferimenti) perché così com’è la normativa è illegittima, e c’è appena stata una sentenza che ha ritenuto illegittimo il trasferimento senza un provvedimento amministrativo motivato”.
L’attacco scomposto di FdI alla magistrata
Apriti cielo. “La capofila di Magistratura Democratica, la giudice Silvia Albano – attacca Raffaele Speranzon, vicepresidente vicario dei senatori di FdI – sferra un altro intollerabile attacco al potere legislativo. In un’intervista al Fatto Quotidiano ha affermato che mandare gli immigrati clandestini nei cpr in Albania sia, di fatto, inutile perché poi loro, cioè i magistrati politicamente orientati, li rimandano in Italia. Questa gravissima scorribanda verbale dimostra l’arroganza di una certa magistratura rossa, arroganza tale da ignorare l’appello del presidente Mattarella ad abbassare i toni in vista del referendum. Gli italiani sono stanchi di tale protervia, per questo il 22 e 23 marzo voteranno massicciamente Sì alla riforma della giustizia”.
La riforma della Giustizia come clava
“Basita” dalle parole della Albano si dice Carolina Varchi, sempre di FdI. La magistrata, aggiunge, “rappresenta una parte minoritaria della magistratura militante che scredita l’intero corpo, provando ad esercitare un potere sostitutivo rispetto all’esecutivo. Votando sì al referendum sulla giustizia verrà finalmente posto un argine a questi tentativi di intromissione”. E’ “l’ennesima e indebita incursione di una certa magistratura politicizzata nel perimetro del potere legislativo” e “non è solo una sfida al Governo Meloni, ma un vero e proprio atto di arroganza che ignora il richiamo alla moderazione del Presidente Mattarella”, conclude Federico Mollicone, presidente della Commissione cultura.
La replica di Albano
Pronta la replica: “Al Fatto Quotidiano ho rilasciato una dichiarazione pacata e la reazione mi sembra esagerata rispetto al contenuto di ciò che ho detto. Non faccio alcuna campagna contro il governo”, ha detto Albano.