Trump e Netanyahu scatenano l’ennesima crisi mediorientale: raid massicci degli Usa e di Israele contro l’Iran

Trump annuncia l’attacco all’Iran. Netanyahu parla di minaccia esistenziale. Teheran promette ritorsioni contro Usa e Israele.

Trump e Netanyahu scatenano l’ennesima crisi mediorientale: raid massicci degli Usa e di Israele contro l’Iran

Donald Trump e Benjamin Netanyahu rompono gli indugi e lo fanno senza mezze misure, scatenando tutta la furia delle loro armate contro l’Iran di Ali Khamenei. Ad annunciare l’inizio di questa crisi è il presidente degli Stati Uniti che ha dichiarato l’inizio di “operazioni di combattimento su larga scala” contro la Repubblica islamica dell’Iran, definendo il regime di Teheran una “minaccia imminente” per la sicurezza americana e dei suoi alleati.

L’annuncio di Trump: “Iniziate le operazioni di combattimento su larga scala”

L’annuncio, come avviene da tempo in questa delirante fase storica, non è avvenuto sui canali “istituzionali” ma con un video diffuso dal tycoon su Truth Social in cui parla di una “missione nobile” e ribadisce, quasi martellando, che lo scopo è quello di impedire che Teheran abbia “mai un’arma nucleare”.

Parole in cui Trump ha citato la crisi degli ostaggi del 1979 e l’attentato ai Marine a Beirut. E accusa l’Iran di essere “il principale sponsor del terrorismo di Stato”, di finanziare Hamas e Hezbollah, e di aver tentato di ricostruire il programma nucleare dopo i raid su Fordow, Natanz e Isfahan.

Una dichiarazione shock in cui non manca anche un ultimatum che appare impossibile da accettare per le forze iraniane. Infatti l’inquilino della Casa Bianca ha chiesto alle forze armate iraniane e alle Guardie Rivoluzionarie di “deporre le armi in cambio di immunità totale oppure affrontare morte certa”. E di pari passo ha invitato il popolo iraniano con un messaggio che suona come un invito all’insurrezione: “L’ora della vostra libertà è vicina. Restate al riparo. Le bombe cadranno ovunque. Quando avremo finito, prendete il controllo del vostro governo”.

Netanyahu: “Operazione necessaria contro una minaccia esistenziale”

Subito dopo è intervenuto Benjamin Netanyahu, per elogiare l’operazione. Il primo ministro israeliano parla di “operazione congiunta” con Washington contro quella che definisce una “minaccia esistenziale”, senza entrare nei dettagli operativi ma rivelando che i preparativi sono iniziati mesi fa. Quel che è certo, almeno dalle parole del leader di Tel Aviv, è lo scopo di questi raid con cui, dice, “creeremo le condizioni che consentiranno al coraggioso popolo iraniano di liberarsi dal giogo di questo regime omicida”.

“Furia Epica”: il nome dell’operazione

L’operazione ha un nome che sembra uscito da un copione cinematografico: “Operation Epic Fury”, in italiano “Furia Epica”. A renderlo noto è il Dipartimento della Guerra americano che, per il momento, non ha fornito ulteriori dettagli.

A farlo, però, sono le forze israeliane secondo cui decine di obiettivi militari sono stati colpiti e distrutti nell’ambito di una vasta campagna coordinata con il Pentagono. Raid che mirano a degradare in modo significativo le capacità militari iraniane e rimuovere quella che Tel Aviv e Washington considerano una minaccia esistenziale.

Ma c’è di più. Il New York Times riporta immagini satellitari che mostrerebbero gravi danni al compound della Guida Suprema, Ali Khamenei, a Teheran. Una colonna di fumo nero, edifici crollati. Un blitz che, però, sarebbe fallito visto che dalla Repubblica islamica fanno sapere che il leader sia illeso e al sicuro.

L’Iran denuncia la “violazione del diritto internazionale” da parte di Trump e Netanyahu

Davanti a quest’offensiva, è arrivata la scontata risposta iraniana con il ministero degli Esteri che parla di “violazione della sovranità nazionale e del diritto internazionale”, di “atto di aggressione armata”, denunciando attacchi contro infrastrutture difensive e siti civili e richiamando la Carta delle Nazioni Unite. Inevitabile anche la rivendicazione, da parte del regime islamico, del diritto alla legittima difesa, con la promessa di utilizzare “tutte le capacità” nelle loro disponibilità per respingere l’aggressione.

Controffensiva che è subito scattat con i Pasdaran che hanno detto che “tutte le basi israeliane e americane nella regione sono state colpite dai potenti attacchi dei missili iraniani”. L’operazione contro le forze di Usa e Israele, assicurano, “proseguirà senza sosta fino a quando il nemico sarà definitivamente sconfitto”.

Il regime promette di infligge “una lezione mai sperimentata prima” a Washington e Tel Aviv

Un portavoce dello Stato maggiore iraniano promette a Israele e Stati Uniti “una lezione che non hanno mai sperimentato nella loro storia”. “Il lavoro è iniziato”, afferma il generale Abolfazl Shekarchi, parlando di essere pronto a infliggere “uno schiaffo più duro che mai”. Il comandante del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya, Ali Abdollahi, rincara la dose promettendo che i contro attacchi si intensificheranno di ora in ora.