La Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, è morto durante i potenti raid contro l’Iran lanciati dalle forze congiunte di Stati Uniti e Israele. A darne notizia, con un euforico post su Truth Social, è stato il presidente americano Donald Trump, dichiarando che l’uomo al comando dell’Iran da ben 37 anni “era una delle persone più malvagie della storia. Questa non è solo giustizia per il popolo iraniano, ma per tutti i grandi americani e per quelle persone di molti Paesi in tutto il mondo che sono state uccise o mutilate da Khamenei e dalla sua banda di sanguinari criminali”.
Concetto poi ribadito qualche ora dopo, nel pieno della notte italiana, quando ha aggiunto che l’ayatollah “non è stato in grado di evitare i nostri sistemi di intelligence e di tracciamento altamente sofisticati e, lavorando a stretto contatto con Israele, non c’era nulla che lui o gli altri leader uccisi insieme a lui potessero fare”.
Parole che per diverse ore hanno dato luogo a un vero e proprio giallo, con le autorità di Teheran che hanno negato a lungo il decesso di Khamenei, asserendo che avrebbe parlato presto in tv, salvo poi alzare bandiera bianca: la tv di Stato ha infine confermato l’assassinio.
Stando a quanto riportano i media di Teheran, la Guida Suprema si trovava nel suo ufficio e stava lavorando con alcuni fedelissimi per capire l’evolversi della situazione quando è iniziata l’operazione militare di Stati Uniti e Israele che, mirando proprio al suo compound, lo ha colpito e ucciso.
MORTO KHAMENEI, LA GUERRA IN IRAN NON SI FERMA
E ora? Se qualcuno pensa che la guerra sia già finita, si sbaglia di grosso. A dirlo è stato ancora una volta il presidente degli Stati Uniti, affermando che “la guerra continuerà finché necessario”. Sempre secondo il tycoon, infatti, questo sarebbe il momento di dare l’ultima spinta per provocare il tracollo del regime degli ayatollah. Per farlo ha lanciato un appello al popolo iraniano che, secondo lui, avrebbe “la più grande opportunità per riprendere il controllo del proprio Paese”.
“Abbiamo sentito che molti membri dei Guardiani della Rivoluzione, dell’esercito e delle altre forze di sicurezza e di polizia non vogliono più combattere e cercano l’immunità da noi. Come ho detto ieri sera, ‘Ora possono avere l’immunità; se non lo faranno, otterranno solo la morte!’”, ha chiosato Trump.
Il decesso ha fatto esultare anche il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, che su X ha pubblicato un video in persiano, secondo quanto trapela generato con l’intelligenza artificiale, nel quale, rivolgendosi al popolo iraniano, lo invita a sollevarsi contro il regime: “Creeremo le condizioni affinché il coraggioso popolo dell’Iran possa liberarsi dalle catene della tirannia. (…) Non restate inattivi, perché il vostro momento arriverà presto”.
Teheran promette vendetta
Con la conferma del decesso della Guida Suprema, le autorità di Teheran non hanno di certo abbassato i toni. Anzi, i Guardiani della Rivoluzione hanno dichiarato che “la mano della vendetta della nazione iraniana” non lascerà andare gli “assassini dell’ayatollah Ali Khamenei fino a quando non subiranno una punizione severa”.
E ancora: “Andremo avanti con decisione sul cammino del nostro leader, difenderemo la sua preziosa eredità e ci opporremo fermamente alle cospirazioni interne ed esterne”.
Gli stessi, successivamente, e tradendo una certa apprensione per le sorti del regime e del Paese, hanno aggiunto questa mattina che “a breve sarà lanciata l’offensiva più potente nella storia delle forze armate dell’Iran contro Israele e basi americane”.
Molto dure anche le dichiarazioni del presidente della Repubblica islamica, Masoud Pezeshkian, secondo cui l’uccisione della “massima autorità politica della Repubblica islamica dell’Iran e importante leader dello sciismo nel mondo” rappresenta una “dichiarazione di guerra contro tutti i musulmani e, in particolare, contro gli sciiti in tutto il mondo”.
Trump avverte: “Se ci colpirete, verrete schiacciati”
Parole a cui ha risposto il tycoon americano affermando che “l’Iran ha appena dichiarato che oggi colpirà molto duramente, più duramente di quanto abbia mai fatto prima. È meglio che non lo facciano, perché se lo facessero li colpiremmo con una forza mai vista prima!”.
Insomma, con la morte della Guida Suprema dell’Iran i toni continuano ad alzarsi, preannunciando una guerra che potrebbe durare ben più di quanto preventivato da Washington e Tel Aviv.
In tutto questo la battaglia infuria come non mai. Nelle ultime ore, infatti, proseguono i raid di Stati Uniti e Israele — che hanno già causato diverse centinaia di morti, oltre 100 soltanto in una scuola — a cui fanno seguito le disperate contromosse dell’Iran che, in attesa di capire se la vendetta promessa si concretizzerà, sta lanciando attacchi in Medio Oriente, finendo per colpire alcune città israeliane, soprattutto Gerusalemme, causando però pochi danni, e anche alcuni Paesi arabi che, secondo Teheran, avrebbero aiutato le forze armate di Stati Uniti e Israele.