L’unico segnale di vita dall’Ue: la solita ambiguità sull’Iran

L'Europa avverte l'Iran che gli attacchi agli alleati del Golfo sono inaccettabili ma non condanna l'offensiva di Trump e Netanyahu

L’unico segnale di vita dall’Ue: la solita ambiguità sull’Iran

La posizione dell’Italia è di totale subalternità agli Stati Uniti. In Parlamento i ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto hanno giustificato l’attacco degli Usa e di Israele con l’ostinazione di Teheran sul nucleare e sui missili. Tajani ha replicato alle opposizioni, che gli rinfacciano una postura di subalternità agli Usa, sostenendo che la posizione dell’Italia è quella dell’Europa. Ma qual è la posizione dell’Europa? Dire ondivaga e fumosa è un eufemismo.

La posizione dell’Europa rimane ambigua sull’attacco in Iran

Ieri la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha convocato il collegio di sicurezza dopo l’attacco in Iran. Ma nella nota, a riunione conclusa, non c’è riferimento o condanna dell’offensiva lanciata da Donald Trump e Benjamin Netanyahu. “Il lavoro della Commissione sarà guidato da due priorità: sostenere gli Stati membri e proteggere i cittadini dell’Ue dalle conseguenze negative degli eventi in corso in Iran e in Medio Oriente”, si legge in una nota al termine della riunione.

“Per quanto riguarda l’energia, la Commissione sta monitorando attentamente l’andamento dei prezzi e dell’offerta e convocherà una task force sull’energia con gli Stati membri, in collegamento con l’Agenzia internazionale per l’energia, la cui prima riunione si terrà questa settimana”, si legge.

Priorità: sostenere gli Stati membri e proteggere i cittadini Ue

La Commissione europea sta intensificando il sostegno agli sforzi di evacuazione e rimpatrio degli Stati membri, anche attraverso il meccanismo di protezione civile dell’Ue e il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze, collaborando a stretto contatto con le delegazioni dell’Ue. L’esecutivo Ue, inoltre, sta rafforzando il monitoraggio dei rischi di interruzione dei trasporti, in particolare intorno allo Stretto di Hormuz e al Mar Rosso, e intensificando il coordinamento con le compagnie aeree, le compagnie di navigazione e le autorità nazionali”. E ancora, in materia di sicurezza interna, la Commissione mantiene una vigilanza rafforzata e una stretta cooperazione con Europol e gli Stati membri per quanto riguarda i potenziali rischi.

Madrid si sfila da ogni impegno militare. Parigi, Berlino e Londra aprono ad azioni difensive dei Paesi del Golfo

Altro discorso è come si stanno muovendo le cancellerie europee. La Spagna respinge ogni sostegno militare all’operazione degli Stati Uniti e Israele contro l’Iran e si smarca dalla linea di Francia, Germania e Regno Unito, che hanno aperto ad “azioni difensive proporzionate” in risposta agli attacchi di Teheran nel Golfo e contro Cipro. La crisi in Iran rischia di cementare l’alleanza tra Cina e Russia che hanno esortato il Consiglio di sicurezza dell’Onu a organizzare una riunione di emergenza.