Con l’escalation in Iran che è sotto agli occhi di tutti, cresce il rischio di attentati terroristici in Italia e in Europa. Questo almeno è quanto emerge dalla relazione annuale dell’intelligence italiana che ha messo nero su bianco un timore che serpeggia da mesi, ossia che la guerra scatenata da Donald Trump e Benjamin Netanyahu possa aumentare sensibilmente la minaccia terroristica.
Il Medio Oriente è una polveriera
Il documento lo dice senza mezzi termini, spiegando che l’allargamento del conflitto mediorientale rischia di amplificare la proiezione esterna della minaccia terroristica, fino a lambire l’Europa e l’Italia.
Secondo la Relazione, infatti, sono aumentati i rischi legati alle attività di Hamas sul suolo europeo, in particolare per la possibile circolazione di armi e per progettualità ostili contro obiettivi israeliani ed ebraici le cui misure di sicurezza sono state innalzate negli ultimi mesi. Proprio grazie a questo sforzo in Italia e in altri Paesi europei sono scattate operazioni antiterrorismo contro soggetti connessi, a vario titolo, al conflitto mediorientale.
Propaganda e “jihad globale”, il rischio terrorismo aumentato dalla guerra in Iran
Dal documento emerge che le principali sigle del terrorismo internazionale potrebbero “sfruttare le crisi in corso” come carburante per la propria narrazione, così da reclutare nuovi adepti e risvegliare le cellule dormienti. La propaganda jihadista, osservano gli analisti con non poca preoccupazione, potrebbe strumentalizzare il conflitto con l’Iran per invocare una “jihad globale” contro il comune nemico occidentale.