Caso Paragon, per i pm i servizi spiarono Casarini e Caccia. Bersagliato anche il direttore di Fanpage Cancellato, ma non dall’Aisi

Caso Paragon, furono i Servizi a intercettare gli smartphone degli attivisti di Mediterranea. Ma resta il giallo su Cancellato

Caso Paragon, per i pm i servizi spiarono Casarini e Caccia. Bersagliato anche il direttore di Fanpage Cancellato, ma non dall’Aisi

L’Aisi, l’Agenzia informazioni e sicurezza interna (cioè i servi segreti italiani), ha infiltrato e spiato grazie al software “Graphite” della società israeliana Paragon, i telefoni cellulari degli attivisti di Mediterranea, Giuseppe Caccia e Luca Casarini. Anche il cellulare del direttore di Fanpage.it, Francesco Cancellato, risulta infettato dallo stesso malware durante lo stesso attacco che ha colpito Caccia e Casarini, tuttavia il mandante dell’infiltrazione non sarebbe stata l’Aise.

Sono i primi tasselli certi dell’indagine condotta dalle Procura di Roma e Napoli – coordinate dalla Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo – su una presunta attività di spionaggio ai danni di sette supposte parti lese: i giornalisti Roberto D’Agostino, Eva Vlaardingerbroek, Francesco Cancellato e Ciro Pellegrino, e gli attivisti di Mediterranea Saving humans Luca Casarini, Giuseppe Caccia e don Mattia Ferrari.

La consulenza e l’inedito accesso ai server dell’Aisi

Nei mesi scorsi i magistrati avevano richiesto una consulenza per individuare un’“impronta”, un codice alfanumerico che identificasse lo spyware nei cellulari, che ha portato gli inquirenti ad effettuare – iniziativa inedita – l’accesso ai server dell’Aisi, i cui risultati sono stati messi a disposizione degli inquirenti nel febbraio scorso. Ora la procura ha reso noti quei risultati, che certificano come Caccia, Casarini e Cancellato sono stati attaccati e contagiati da “Graphite” la notte del 14 dicembre 2024.

“I consulenti tecnici hanno rilevato una serie di anomalie nei database WhatsApp di tutti e tre i dispositivi Android, consistenti in interazioni compatibili con quanto riportato nei report Meta con riferimento al funzionamento del software ‘Graphite’”, si legge nella nota delle procure.

Al momento il fascicolo aperto dagli aggiunti Sergio Colaiocco e Enzo Piscitelli è “contro ignoti, per i reati di accesso abusivo a sistema informatico e intercettazione illecita di comunicazioni, a seguito delle querele presentate, tra gli altri, da Caccia, Casarini e Cancellato”.

Copasir e accertamenti hanno certificato attività di spionaggio contro Caccia e Casarini

Grazie all’accesso ai dati Aisi ai sensi dell’art. 256-bis, gli inquirenti hanno scoperto “dalla relazione del Copasir sull’uso dello spyware “Graphite” da parte dei Servizi di informazione, approvata il 4 giugno 2025, e da accertamenti effettuati” come “l’Agenzia avesse utilizzato, previa autorizzazione nelle forme di legge, il software ‘Graphite’ per attività di esfiltrazione dati e intercettazione nei confronti di Caccia e Casarini”.

Ma chi ha spiato Cancellato?

A quel punto i pm hanno voluto verificare “alla luce degli esiti della consulenza tecnica, se il software in uso all’Aisi fosse stato impiegato anche nei confronti di Cancellato”. Risultato? L’attività di esibizione e analisi dei dati del server “Graphite” in uso all’Aisi “ha riscontrato le attività poste in essere, la notte del 14 dicembre 2014, nei confronti di Casarini e Caccia, ma non ha consentito di rilevare tracce di operazioni riferibili a Cancellato, allo stato confermando l’assenza di elementi che riconducano l’attività di indagine ad Aisi. Le indagini proseguono al fine di identificare gli autori del tentativo di accesso abusivo e di intercettazione illecita ai danni di Francesco Cancellato”, conclude la nota.

Tradotto: la notte del 14 dicembre 2024 i cellulari di Caccia, Casarini e Cancellato vengono infiltrati con lo stesso attacco informatico. Solo che oggi, grazie all’accesso gli atti dell’Aisi della magistratura, si è scoperto che mentre a spiare Caccia e Casarini erano i servizi segreti, a spiare il giornalista Cancellato non si sa chi sia stato.

Ruotolo: “I magistrati chiedano direttamente a Paragon”

Per il responsabile Informazione Pd, Sandro Ruotolo, “la domanda è inevitabile: com’è possibile che nella stessa notte, con lo stesso spyware e nell’ambito della stessa campagna di infezione, risultino nel database dei servizi segreti operazioni nei confronti di due persone e non del giornalista che è stato colpito nello stesso momento?”. “Chi ha spiato Cancellato?”, continua Ruotolo, “La magistratura dovrebbe chiedere direttamente a Paragon chiarimenti tecnici per capire chi abbia utilizzato il software e per quale operazione. Solo così si potrà forse spiegare il mistero di un attacco che compare nelle analisi forensi ma scompare dai sistemi dell’Aisi”, conclude.

“Spiare i giornalisti incompatibile con la democrazia”

“Quanto sta emergendo è grave e inquietante” attacca l’Avs Elisabetta Piccolotti, “le ricostruzioni finora disponibili indicano l’utilizzo di un software nella disponibilità esclusiva del governo e operazioni avviate sostanzialmente negli stessi giorni. È inaccettabile che episodi di questa natura restino avvolti nel silenzio e nell’opacità, senza risposte chiare da parte del governo. Spiare giornalisti e attivisti sociali è – conclude Piccolotti – incompatibile con i principi di una democrazia”.