Olimpiadi, Salvini alla Camera: “Le opere? Quasi tutte completate”. Ma si “dimentica” il budget lievitato a 7 milioni e i 58 cantieri ancora aperti

Il ministro sorvola sul buco della Fondazione Olimpica e taglia corto sulla pista da bob già rovinata e la funivia Apollonio-Socrepes

Olimpiadi, Salvini alla Camera: “Le opere? Quasi tutte completate”. Ma si “dimentica” il budget lievitato a 7 milioni e i 58 cantieri ancora aperti

Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina? Un successone, senza ombre. Almeno a sentire il racconto imbastito ieri dal  vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, rispondendo al question time alla Camera all’interrogazione sullo “stato di attuazione degli interventi infrastrutturali previsti per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 e sull’impatto finanziario a carico dello Stato e degli enti territoriali coinvolti nella relativa gestione”, presentata dall’Avs, Luana Zanella.

“Le Olimpiadi”, ha proclamato solenne, “non sono state solo un evento sportivo, ma un’occasione per mostrare al mondo di cosa è capace l’Italia”. Infatti per il ministro, “i Giochi si sono svolti nel migliore dei modi, le opere ci sono, la gran parte è già completata e il resto in dirittura d’arrivo. Una grande prova di efficienza di una squadra coesa e vincente, quella italiana”.

Salvini dimentica le 58 opere incompiute e i 7 miliardi di spese

Una verità contestata da Zanella, che ha ricordato come “delle 98 opere ed infrastrutture previste, 58 risulterebbero incompiute, alcune verranno terminate nel 2029 ed altre addirittura nel 2033!”. Particolare omesso dal ministro.

Che non ha detto una parola sul budget iniziale stimato nel 2019 intorno a 1,4 miliardi di euro lievitato negli anni fino a toccare quota 7 miliardi di euro (alla faccia dei Giochi a costo zero). Silenzio pure sul buco di bilancio della Fondazione Milano-Cortina da 310 milioni, fondi che dovranno essere ripianti dalle Regioni Lombardia e Veneto e dai Comuni di Milano e Cortina.

Zero accenni anche al pericolo delle inchieste pronte a partire qualora la Consulta dovesse dichiarare la Fondazione Milano-Cortina ente di diritto pubblico. Per Salvini “i Giochi si sono fatti nel migliore dei modi”.

E anche sotto l’aspetto delle opere non vi è alcuna ragione per lamentarsi, visto che “la maggior parte di esse è già completata, mentre il resto, come da programma è in dirittura d’arrivo”. Sempre parola del ministro.

Per il ministro la Fondazione olimpica ha fatto il suo dovere

“Alla società Milano-Cortina era stato chiesto un obiettivo preciso: rendere disponibili le infrastrutture necessarie ai Giochi. Obiettivo centrato: tutte le opere sono state rese fruibili, a eccezione dell’impianto di Socrepes, che ha subito rallentamenti per imprevisti tecnici emersi in corso d’opera”, ha scandito Salvini, secondo il quale “tutti gli interventi previsti per l’evento sono stati quindi realizzati e sono in corso di realizzazione nel pieno rispetto dei cronoprogrammi”.

“Parliamo di un piano da 3 miliardi e 600 milioni di euro che prevede interventi tra Lombardia, Veneto e province autonome”, ha continuato il ministro, “Ben 67 di queste opere sono eredità sul territorio, non direttamente legate ai Giochi, ma di supporto ai territori”.

La pista da bob di Cortina (mai finita) è già ko, ma sarà finita entro l’anno

Discorso a parte la pista da Bob di Cortina (mai terminata completamente, nonostante l’utilizzo per le gare e oggi tristemente chiusa perché danneggiata): “Ricordo che è stata completata in tempo utile, omologata dalle federazioni competenti, consegnata alla Fondazione per l’utilizzo e apprezzata da tutti gli atleti”, ha rivendicato Salvini.

Che ha aggiunto: “sono in corso le verifiche con la Fondazione, con Simico e il Comune per accertare eventuali danni, inclusi quelli dovuti a vandalismi, così da attivare la copertura assicurativa contratta dalla Fondazione per la realizzazione dei Giochi. L’infrastruttura, come previsto, sarà restituita a Simico per completare le lavorazioni residue, come le sistemazioni a verde, che si concluderanno entro l’autunno di quest’anno”.

Altra nota dolente, l’impianto funiviario Apollonio-Socrepes, quello che era stato dichiarato fondamentale per lo svolgimento dei Giochi, tanto necessario che non è stato completato e i Giochi si sono fatti ugualmente… “Ho già riferito dei rallentamenti tecnici”, ha scandito il vice-premier, “L’impianto sarà messo in funzione non appena completate tutte le verifiche”.

Anche per la variante di San Vito non va benissimo, ma lì “le difficoltà non partono oggi. Oggi siamo al 70% di avanzamento lavori e Anas prevede la conclusione entro l’anno”, ha detto Salvini, per il quale “le Olimpiadi sono state una grande dimostrazione di efficienza”.