La strategia di Donald Trump è sempre più chiara. L’obiettivo non è rovesciare il regime iraniano, ma semplicemente scegliere la nuova leadership nel Paese, in modo da poterne trarre vantaggi economici per gli Stati Uniti. Insomma, Trump vuole replicare il modello Venezuela anche in Iran.
Il presidente Usa torna sul conflitto con un post su Truth, spiegando che “non ci sarà alcun accordo con l’Iran se non con la resa incondizionata” di Teheran. Poi, promette Trump, solo dopo “la selezione di un leader o di leader bravi e accettabili” – leggi scelti dalla Casa Bianca – gli Stati Uniti lavoreranno per ricostruire il Paese.
Trump vuole replicare in Iran il modello Venezuela
Washington, assicura il presidente Usa, lavorerà “instancabilmente” insieme ai suoi partner per rendere l’Iran “economicamente migliore e più forte che mai”, tanto da rilanciare il consueto slogan, ormai valido per qualsiasi Paese, “Make Iran Great Again”. Ma l’obiettivo di Trump sembra quello di una sorta di imperialismo statunitense: “Vogliamo entrare e ripulire tutto, non vogliamo qualcuno che ricostruisca in 10 anni”.
Parlando con la Cnn, il presidente Usa torna poi a spiegare qual è il suo vero obiettivo. Per Trump, la prossima leadership di Teheran “funzionerà come ha funzionato in Venezuela”. Che poi, tradotto, vorrà dire che il prossimo leader dovrà “trattare bene gli Stati Uniti e Israele”. Ancora, non un cambio di regime, ma semplicemente un regime che faccia affari con Washington. E che non si parli di cambio di regime lo dimostra anche il fatto che Trump non esclude nuovi leader religiosi in Iran, come quelli attuali, mentre sostiene che non sia necessario che si tratti di leader democratici: “Non sto dicendo che ci deve essere un leader giusto ed equo”.
C’è poi la questione economica, con Trump che ritiene sia “risolto” il problema relativo al blocco dello Stretto di Hormuz, anche se le cose sembrano andare diversamente. E anche sull’aumento dei prezzi della benzina, il presidente Usa nega ogni problema: “Sarà una cosa di breve termine, scenderanno molto rapidamente”. Ma la Casa Bianca sta già pensando a un intervento per mitigare il prezzo dei carburanti, anche se per il momento nega, almeno ufficialmente.