Negoziati tra Usa e Iran più vicini, intanto Hegseth attacca l’Europa: “Scrocconi, solo chiacchiere inutili”

Mentre si riavvicinano i negoziati tra Usa e Iran, Pete Hegseth torna all'attacco dell'Europa, definita scroccona.

Negoziati tra Usa e Iran più vicini, intanto Hegseth attacca l’Europa: “Scrocconi, solo chiacchiere inutili”

L’Iran ha ancora la possibilità di raggiungere “un buon accordo” con gli Stati Uniti, ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth, mentre prendono corpo le indiscrezioni su una possibile ripresa dei colloqui di pace tra Washington e Teheran in Pakistan già entro domani. Secondo tre fonti pakistane citate da Reuters, i negoziati potrebbero riprendere a breve e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi è atteso venerdì sera a Islamabad.

Due delle fonti, di riferimento governativo in Pakistan, hanno riferito che una squadra statunitense incaricata di logistica e sicurezza sarebbe già sul posto in vista di possibili incontri. Non vi sono per ora conferme ufficiali né da Washington né da Teheran, ma la concomitanza tra i movimenti diplomatici e le dichiarazioni americane rafforza l’ipotesi di un tentativo di rilancio del dialogo dopo settimane di scontri e tensioni militari.

Hegseth torna all’attacco dell’Europa: discussioni “sciocche” sullo Stretto di Hormuz

Parlando con i giornalisti, il segretario alla Difesa Usa ha sostenuto che Teheran dispone ancora di una finestra negoziale per arrivare a un’intesa soddisfacente con gli Stati Uniti. Allo stesso tempo, Hegseth ha rivendicato la linea dura sul piano militare: finora sono 34 le navi fermate dalla Marina americana nello Stretto di Hormuz dopo l’imposizione del blocco navale ai porti iraniani, ha ricordato. L’ampio dispositivo della Marina Militare è giustificato da Washington con il controllo dello Stretto di Hormuz, ma alimenta la diffidenza iraniana.

Secondo Fox News, che cita fonti del Pentagono, la portaerei Uss George H. W. Bush dovrebbe raggiungere il teatro mediorientale entro il 27 aprile. Hegseth ha inoltre ribadito che la crisi di Hormuz rappresenta “una battaglia molto più europea che nostra”, tornando ad attaccare gli alleati del Vecchio Continente. “Non contiamo sull’Europa, ma hanno bisogno dello Stretto di Hormuz molto più di noi. Forse farebbero bene a parlare meno e fare meno conferenze, e a passare all’azione”, ha dichiarato definendo “sciocche” le discussioni che si sono tenute a Parigi la scorsa settimana sul futuro dello Stretto, ritenute “inutili chiacchiere”.

“L’Europa e l’Asia hanno beneficiato della nostra protezione per decenni. Il tempo dello scrocco è finito. L’America e il mondo libero meritano alleati capaci, leali e consapevoli che essere un alleato non è una strada a senso unico”, ha aggiunto. Il segretario alla Guerra ha poi annunciato che il blocco navale verrà ulteriormente rafforzato nei prossimi giorni con l’arrivo di una seconda portaerei nell’area di conflitto. “Gli Stati Uniti hanno imposto un blocco impenetrabile che si rafforza di giorno in giorno, dal Golfo dell’Oman all’oceano aperto”, ha affermato.

L’ultimo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran era previsto martedì scorso, ma non si è mai svolto. Teheran aveva fatto sapere di non essere ancora pronta a confermare la partecipazione, mentre la delegazione americana guidata dal vicepresidente JD Vance non è mai partita da Washington. Martedì, allo scadere dei termini, il presidente Donald Trump ha deciso unilateralmente di prorogare di due settimane il cessate il fuoco, con l’obiettivo dichiarato di concedere più tempo alla diplomazia e riportare le parti al tavolo negoziale.