L’otto marzo 2026, mentre le agenzie aggiornano il conteggio dei missili su Teheran e il prezzo del petrolio supera i cento dollari al barile, a Gaza City un drone israeliano uccide tre persone. Uno dei morti è un medico. Non era il bersaglio: stava passando vicino al luogo colpito, riferisce il direttore dell’ospedale all’Associated Press. Nello stesso giorno, un attacco israeliano vicino all’Università Al-Azhar uccide altre tre persone. Al campo profughi di Nuseirat un’altra incursione ferisce diversi civili, bambini compresi.
È la Giornata Internazionale della Donna. La redazione dell’AP, nel suo video outlook delle 04:00 GMT, elenca sei notizie di apertura: il nuovo leader supremo iraniano, i missili intercettati sull’Arabia Saudita, i fuochi nei depositi di Teheran, una protesta a New York in sostegno all’operazione USA-Israele, le inondazioni in Kenya. La sesta: «Le donne di Gaza dicono che stanno soffrendo e non vedono una fine».
Il Comando militare israeliano ha comunicato che nell’ultima settimana ha demolito due chilometri di tunnel nella Striscia e ucciso cinque operativi oltre la Yellow Line. Le operazioni non si sono interrotte durante l’escalation iraniana. Il cessate il fuoco di ottobre esiste ancora come categoria giuridica; secondo il ministero della salute di Gaza, i morti dalla tregua hanno superato seicento.
A Tunisi, gli attivisti della Sumud Flotilla trattenuti sono saliti a sei. L’ultimo è Ghassen al Hanchiri, fermato sabato dopo una marcia di solidarietà. La procura tunisina indaga per sospetti flussi finanziari nelle donazioni raccolte per la flottiglia. Gli attivisti respingono le accuse e sostengono di aver reso pubblici i dati.
Nel video outlook dell’AP, la notizia sulle donne di Gaza compare sesta, dopo il petrolio. Non è un errore redazionale.