I rincari si fanno già sentire da giorni, così ora il governo si ritrova con le spalle al muro. Intervenire per scongiurare nuovi rincari sui carburanti sembra inevitabile, con la benzina e ancor di più il diesel già schizzati alle stelle. L’ipotesi ritenuta ormai molto probabile è quella di mettere in campo il meccanismo delle accise mobili, che ridurrebbe l’impatto degli aumenti delle quotazioni del petrolio sui prezzi alla pompa.
Ma quanto verrebbero tagliate le accise? Al momento, certezze non ce ne sono. C’è chi parla di riduzioni che potrebbero raggiungere i 10-15 centesimi al litro, anche se l’ipotesi più probabile sembra quella di una riduzione minore. Le accise mobili permettono di utilizzare gli extra-incassi dell’Iva legati agli aumenti dei prezzi dei carburanti proprio per abbassare i prezzi alla pompa. E in questi primi giorni di crisi energetica, a causa della guerra in Iran, i prezzi sono già aumentati di quasi 20 centesimi al litro. Gonfiando anche gli incassi dello Stato grazie all’Iva più alta.
Quanto sono aumentati i prezzi dei carburanti
A dire cosa è successo nei primi dieci giorni di guerra in Iran è il Codacons, spiegando che il prezzo del gasolio è già aumentato di oltre il 14%. Un pieno di diesel costa ora 12,3 euro in più rispetto a fine febbraio. Oggi, spiega l’associazione, il prezzo medio del gasolio in modalità self è di 1,970 euro al litro, con una crescita del 14,3% rispetto al prezzo di fine febbraio, quando eravamo a 1,723 euro al litro. La maggiore spesa annuale, stando a questi prezzi, è di circa 296 euro ad automobilista, con una media di due pieni al mese.
La benzina, invece, è aumentata del 7%, per una maggiore spesa di circa 5,8 euro a pieno e quasi 140 euro in più in un anno. Sulla base di questi prezzi, il Codacons chiede al governo di intervenire tagliando le accise di almeno 15 centesimi al litro per tornare sui livelli pre-crisi. Ma a quanto ammonteranno gli eventuali taglio che il governo potrebbe varare con il meccanismo delle accise mobili nel Consiglio dei ministri di domani?
Quanto potrebbero scendere davvero le accise su benzina e diesel
Le ipotesi sul taglio sono al momento molto incerte. C’è chi dice che il governo potrebbe ridurre le accise di 10 o 15 centesimi al litro, anche grazie agli extra-incassi derivanti da accise e Iva in più finora incassati. In realtà, è probabile che il taglio sia nettamente minore, forse ben al di sotto dei 10 centesimi. Con un risparmio, quindi, davvero minimo. L’obiettivo potrebbe essere semplicemente quello di evitare di raggiungere i 2 euro al litro, una soglia psicologica, ma senza incidere realmente sui prezzi dei carburanti.
Roberto Di Vincenzo, presidente della Federazione italiana gestori carburanti e affini (Figeca), all’agenzia Gea spiega che il taglio potrebbe arrivare a 10 centesimi per un semplice motivo: “Con un prezzo del gasolio a 2 euro, l’Iva è salita quasi di 10 centesimi, quindi sarebbe immediatamente fruibile a gettito invariato”. Insomma, il taglio di 10 centesimi sarebbe fattibile, considerando gli aumenti degli scorsi giorni e gli incassi extra per lo Stato. Ma che questo avvenga è tutt’altro che scontato e il taglio – e quindi il risparmio per gli automobilisti – potrebbe essere anche minore.