Va bene essere informati sulla crisi internazionale ma le opposizioni non si fidano di Giorgia Meloni e, fatta eccezione per Carlo Calenda, diffidano dell’offerta del tavolo. Sebbene i no arrivino con diverse sfumature. Con un atteggiamento meno ostile da Iv e +Europa, un no netto da M5s e Avs e i Dem che mettono sul piatto le condizioni per poter eventualmente andare a vedere.
Le opposizioni non cedono all’offerta-trappola di Meloni
“Al momento – riassume il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani – la disponibilità ad accettare l’invito della premier è arrivata solo da Calenda, gli altri leader continuano ad avere un atteggiamento di contrasto totale. Il governo è disponibile, l’opposizione continua a restare sulle barricate”.
Duri M5S e Avs. Le condizioni del Pd
Duro Giuseppe Conte (M5S): “Lo scambio di informazioni col governo – osserva – è necessario. Ma per lo scambio istituzionale la sede è il Parlamento. La passerella a Chigi a cosa serve?”. La stessa linea di Avs: “Il tavolo – evidenzia Angelo Bonelli – non è percorribile perché la premier continua a non condannare gli Usa” e “passerelle per andare davanti alle tv proprio no”. Il leader di Iv ne fa soprattutto una questione di opportunità. “E’ chiaro – osserva Matteo Renzi – che se proponi un tavolo la settimana in cui c’è la discussione sul referendum, dopo che per lungo tempo non hai fatto niente, gli altri dicano: non facciamo il tavolo”. Dalle parti del Pd, intanto, a riassumere la posizione è il presidente Stefano Bonaccini: “La condanna dell’attacco in Iran – evidenzia – è un presupposto necessario per sedersi allo stesso tavolo”.