L'Editoriale

Telenovela di guerra

Nella guerra più pazza del mondo, alla fine della fiera il favore più grande a Putin lo fa sempre chi giura di combatterlo.

Telenovela di guerra

Pete Hegseth entra in conferenza stampa e spiega che la nuova Guida Suprema parla per iscritto “perché è spaventato, ferito e senza legittimità”. Intanto missili raggiungono Israele, Dubai, l’Arabia Saudita abbatte cinquanta droni e un aereo cisterna americano cade in Iraq con sei militari a bordo.

Telenovela di guerra

Trump sa quando finirà: “Quando lo sentirò nelle ossa”. Il colpo di scena arriva nella notte: il Tesoro americano autorizza l’acquisto di petrolio russo: 130 milioni di barili, validi fino all’11 aprile. “Misura circoscritta”, dice Bessent. La Russia incassa 150 milioni di dollari al giorno. Zelensky, a Parigi con Macron, calcola: vale 10 miliardi per la guerra in Ucraina. Merz la chiama “sbagliata”, Macron contrario, Londra idem. Trump: “Putin aiuta l’Iran come noi l’Ucraina”. Quindi è un pareggio. Il garante della libertà occidentale finanzia Putin in nome di una guerra aperta senza avvertire nessuno.

E Meloni? “Né concordo né condanno”. Mercoledì ha proposto un tavolo con l’opposizione, poi lo ha trasformato in un attacco. La Repubblica ha riportato che ha saputo dell’attacco mentre era già in corso: Trump non si è degnato di avvisare l’“ottima amica”. Von der Leyen la chiama alleata ma l’Ue è spaccata. Sul caro carburanti nessuna misura, l’Istat segnala oggi tendenza al ribasso dell’economia mondiale. Non è suddita però: non avvisa Trump, non segue l’Europa. Nel mezzo, con una clava e nessuno a cui darla.

L’unico con le idee chiare è Guido Crosetto. Il 7 marzo ha riunito 130 rappresentanti dell’industria della difesa chiedendo di agire “oltre i normali canoni commerciali” e tagliare la burocrazia. I 34 miliardi stanziati per la difesa nel 2026, il 45% in più di dieci anni fa, trovano il loro sbocco naturale. In un Paese con il petrolio a 100 dollari e le elezioni tra dieci giorni, i produttori d’armi almeno i signori della guerra non festeggiano nei bunker. Alla fine della fiera, il favore più grande a Putin lo fa sempre chi giura di combatterlo.