Referendum, Agcom intima a Rete 4 e Nove di riequilibrare gli spazi in favore del No. E il Pd va all’attacco: “Gara falsata”

Agcom impone a Rete 4 e Nove di riequilibrare gli spazi sul referendum. Il Pd attacca: “Competizione falsata”.

Referendum, Agcom intima a Rete 4 e Nove di riequilibrare gli spazi in favore del No. E il Pd va all’attacco: “Gara falsata”

Da giorni a tanti sembrava che in tv fosse sovrarappresentata la posizione in favore del Sì al referendum sulla separazione delle carrire, rispetto a quella in favore del No. Una sensazione che a quanto pare si è rivelata corretta perché l’Agcom ieri, a tarda sera, ha emesso “un ordine di riequilibrio, per una sottorappresentazione della posizione favorevole al No”, nei confronti di Rete4 e del canale Nove.

Il provvedimento, come si legge nel comunicato stampa di Agcom, arriva dopo l’analisi degli esposti presentati nell’ultima settimana e a fronte del “monitoraggio del periodo 8-14 marzo nell’ambito della campagna referendaria” che si terrà il prossimo 22 e 23 marzo.

Stando a quanto si legge nel documento: “L’Autorità ha imposto a Rete4 di ripristinare l’equilibrio tra le posizioni referendarie entro il 20 marzo. Il provvedimento prevede, inoltre, di bilanciare adeguatamente il tempo attribuito alla presenza della presidente del Consiglio nel corso della programmazione dell’emittente. Decisa anche l’archiviazione nei confronti di La7“.

Sempre stando al comunicato dell’Agcom: “Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha adottato i seguenti provvedimenti in materia di par condicio: un provvedimento di archiviazione nei confronti di La7, con il voto contrario della Commissaria Elisa Giomi; un ordine di riequilibrio, all’unanimità, nei confronti dl canale Nove; un ordine di riequilibrio, all’unanimità, nei confronti del canale Rete 4″.

Il verdetto dell’Agcom

Sostanzialmente l’Autorità “ha accertato una sproporzione nei tempi attribuiti alle due posizioni referendarie nella programmazione informativa di Rete 4, con una sottorappresentazione della posizione favorevole al No“. Per questo l’ordine “impone all’emittente di ripristinare l’equilibrio tra le posizioni referendarie entro il 20 marzo, ultimo giorno di campagna elettorale”.

La stessa Agcom ha ravvisato anche “una sproporzione nei tempi attribuiti alle due posizioni referendarie nella programmazione informativa di Nove, con una sottorappresentazione della posizione favorevole al No” , ordinando quindi “all’emittente di ripristinare l’equilibrio tra le posizioni referendarie entro il 20 marzo, ultimo giorno di campagna elettorale”.

L’Autorità spiega anche che “comminerà una sanzione pecuniaria, in caso di mancato riequilibrio”. Per quanto riguarda La7, si legge nella nota, il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni “non ha ravvisato violazioni nei programmi di La7”.

Il Pd attacca: “Gara già compromessa”

Dopo che il provvedimento è stato reso noto, dal Pd è arrivata una dura nota: “Prendiamo atto dei provvedimenti che Agcom ha preso nei confronti delle reti e delle emittenti che hanno sottorappresentato la posizione del No durante la campagna referendaria. Avevamo ragione nel denunciarlo”.

Gli stessi componenti dem della commissione di Vigilanza Rai, però, fanno notare che “è una magra consolazione: sarà impossibile, a due giorni dal voto, riequilibrare i tempi. La verità, purtroppo, è che la competizione elettorale è stata falsata e la presidente del Consiglio si è prestata a questa plateale violazione delle regole”.