È stato identificato in Lombardia il primo caso in Europa di infezione umana da virus influenzale A(H9N2), meglio noto come ‘influenza aviaria’. A darne notizia è il Ministero della Salute secondo cui questo virus è “a bassa patogenicità” e ha colpito “una persona fragile con malattie concomitanti e proveniente da un Paese extraeuropeo dove ha contratto l’infezione”. Il paziente zero, prosegue il ministero, “è attualmente ricoverato”.
“Sulla base delle informazioni scientifiche ad oggi disponibili il contagio avviene tramite esposizione diretta al pollame infetto o ad ambienti o materiali contaminati. I casi umani sono caratterizzati da malattia lieve e non è stata mai riportata trasmissione da persona a persona”, precisa la nota.
Per non lasciare nulla di intentato, “tutte le verifiche previste sono state tempestivamente effettuate e i contatti del caso sono stati individuati, nell’ambito delle ordinarie attività di prevenzione e sorveglianza”.
Influenza aviaria, registrato in Lombardia il primo caso in Europa di infezione umana
Sul caso Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, ha rilasciato una dichiarazione all’Ansa affermando che si tratta di “un evento che richiede attenzione senza però allarmismo” in quanto “i casi di trasmissione all’uomo di influenza aviaria, pur rari, sono monitorati da anni e rientrano nei sistemi di sorveglianza già attivi”.
Ciò non toglie, però, che bisogna mantenere alta la guardia “rafforzando il tracciamento epidemiologico e mantenere alta la vigilanza soprattutto nei contesti a rischio, come gli allevamenti”, aggiunge Pregliasco spiegando, in conclusione, che “per ora non ci sono evidenze di trasmissione sostenuta tra esseri umani, ma questi episodi sono un campanello d’allarme sull’evoluzione dei virus influenzali”.