Sondaggi politici, chi vincerà le primarie del campo largo: Conte in vantaggio su Schlein

I primi sondaggi dopo il referendum mostrano un calo di FdI e la crescita di Pd-M5s. Alle primarie del campo largo Conte favorito su Schlein.

Sondaggi politici, chi vincerà le primarie del campo largo: Conte in vantaggio su Schlein

Il referendum fa sentire i primi effetti nei sondaggi, ma il post-voto apre anche la partita nel campo largo. Così le primarie progressiste diventano tema delle rilevazioni: quel che emerge dal sondaggio dell’Istituto Noto per Porta a Porta è che il favorito sarebbe Giuseppe Conte, con un buon margine di vantaggio su Elly Schlein.

L’altro dato che emerge dal sondaggio riguarda le intenzioni di voto, con i primi effetti del referendum sulla giustizia, ma non ancora quelli delle dimissioni di Andrea Delmastro, Giusi Bartolozzi e Daniela Santanchè. Perde consensi Fratelli d’Italia, mentre li guadagnano Pd, Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Lega.

Sondaggi elettorali, alle primarie del campo largo il favorito è Conte

Il favorito, in caso di primarie del campo largo, è Giuseppe Conte. Secondo il sondaggio di Noto, il presidente del Movimento 5 Stelle otterrebbe – tra gli elettori dello schieramento che si oppone al governo – il 43% dei consensi. Con un vantaggio di circa sei punti sulla segretaria del Pd, Elly Schlein, stimata attualmente al 37%. Più indietro, invece, il co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli, al 12%. Non sa l’8%.

Conte raccoglie il 95% dei voti tra gli elettori dei 5 Stelle, ma anche il 12% degli elettori del Pd e il 29% di quelli di Avs. Diverso il discorso per Schlein, che verrebbe votata solamente dal 70% degli elettori del Pd, dal 3% di quelli dei 5 Stelle e dal 9% di quelli di Avs. Bonelli invece avrebbe il 4% dei voti del Pd, l’1% dei 5 Stelle e il 50% da Avs. Ben il 14% degli elettori del Pd non sa per chi voterebbe.

Per il 55% degli elettori del campo largo, comunque, il metodo migliore per scegliere il proprio leader sono le primarie. Il 29% pensa invece che sia il Pd, in quanto partito più votato del campo progressista, a dover indicare il leader di coalizione. Il 16% non sa.

I primi effetti del referendum sulle intenzioni di voto

Passando alle intenzioni di voto, emerge un calo di mezzo punto percentuale (Noto arrotonda i cali e le risalite dei consensi) per Fratelli d’Italia, attualmente al 29%. Il Pd, invece, guadagna mezzo punto rispetto alla precedente rilevazione del 4 marzo e si attesta al 22%. Stessa crescita registrata dal Movimento 5 Stelle, attualmente al 13%, e da Forza Italia, ora all’8,5%.

Nonostante la vittoria del No al referendum, chi guadagna più consensi è un partito di maggioranza: la Lega sale di un punto all’8%. In flessione di mezzo punto Avs al 6% e Azione al 3%. Stabile, sempre al 3%, anche Futuro Nazionale. Italia Viva è in calo di mezzo punto al 2%, mentre sono stabili Noi Moderati all’1,5% e +Europa all’1%.

Il centrodestra è in leggero calo al 47,3% mentre il campo largo è stabile al 44%: la sfida è quindi aperta. Infine, secondo il 57% degli intervistati Giorgia Meloni non si deve dimettere dopo la sconfitta al referendum. Pensa invece che la presidente del Consiglio dovrebbe lasciare il 29%. Non sa il 14%.