Riciclaggio e intestazione fittizia di beni, la procura indaga i Caroccia. E il caso Delmastro arriva in Antimafia: Conte sfida Meloni a riferire in aula

I Caroccia indagati per riciclaggio. Delmastro, convocato in Antimafia. E Conte sfida Meloni a venire in Parlamento a riferire

Riciclaggio e intestazione fittizia di beni, la procura indaga i Caroccia. E il caso Delmastro arriva in Antimafia: Conte sfida Meloni a riferire in aula

Domani si riunirà il Comitato consultivo, l’organismo di Montecitorio incaricato di verificare “la sussistenza di eventuali violazioni” del codice di comportamento dei deputati per quanto riguarda gli “obblighi di trasparenza e di dichiarazione delle proprie partecipazioni societarie, delle attività imprenditoriali e delle cariche ricoperte”. E a brevissimo toccherà alla Commissione parlamentare antimafia aprire un ciclo di approfondite audizioni, come deciso ieri dall’Ufficio di presidenza all’unanimità.

Grande protagonista di verifiche e audizioni, lui, l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e i suoi rapporti con i Caroccia, prestanome del clan camorristico dei Senese, già all’esame della Commissione per le inchieste ‘Affari di Famiglia’ e ‘Hydra’. Davanti all’organo di indagine sfileranno così lo stesso Delmastro, la Procura di Roma, le forze dell’ordine, polizia e Gdf, Dap, gli uomini della scorta dell’ex sottosegretario.

La conferma dell’indagine sui Caroccia

A complicare ulteriormente la posizione dell’esponente di Fratelli d’Italia, la conferma ieri che la procura di Roma ha indagato ufficialmente l’ex socia del sottosegretario Miriam Caroccia e il padre Mauro con le accuse di riciclaggio e intestazione fittizia dei beni. Attività illecita aggravata dal fatto di essere stata “commessa al fine di agevolare l’associazione di stampo mafioso” facente capo al gruppo dei Senese.

Tutti soci ne “Le 5 Forchette”

Al centro delle indagini, la società “Le 5 Forchette” che gestiva il ristorante “Bisteccheria d’Italia” di via Tuscolana a Roma e di cui erano comproprietari Miriam Caroccia, Delmastro e altri esponenti piemontesi di Fratelli d’Italia, tra i quali l’ex vicepresidente regionale e da ieri anche ex assessora al Lavoro, Elena Chiorino, che ne avevano rivenduto le quote il 27 febbraio del 2026, cioè otto giorni dopo la decisione della Corte di Cassazione che ha reso definitiva la condanna per Mauro Caroccia.

Intanto Delmastro il 28 marzo ha aggiornato la sua documentazione patrimoniale, ora disponibile sul sito della Camera. Il parlamentare ha sempre detto di non sapere chi fosse la famiglia della socia 18enne Miriam e di non conoscerne il padre Mauro, affermazioni smentite da foto e filmati spuntati in rete. Secondo le nuove accuse, padre e figlia, nel dicembre del 2024, avrebbero ‘investito’ nella Srl con Delmastro al fine di “permettere al clan di accrescere e rafforzare la sua posizione sul territorio attraverso il controllo di attività economiche” e “di reinvestire i capitali illecitamente accumulati nel corso degli anni”. I primi interrogatori dei Caroccia davanti ai pm della Dda di Roma sono previsti per metà settimana.

Conte: “Meloni venga in Parlamento e se ne assuma le responsabilità”

Una serie di evidenze tale da riaccendere le polemiche che neppure le dimissioni da sottosegretario di Delmastro sono bastate a placare. Così come al centro delle polemiche è finito l’imbarazzante silenzio della premier Giorgia Meloni su questa vicenda, ma anche sugli ormai numerosi casi di inchieste di mafia che hanno coinvolti i suoi uomini. Come sottolineato ieri dal leader 5 stelle, Giuseppe Conte nel video col quale si è rivolto direttamente alla premier.

“Meloni, l’hai fatto dimettere, sei stata costretta a farlo dimettere. E finisce qui la storia? Te lo tieni nel partito?” chiede il presidente. Che continua: “Meloni qual è la tua responsabilità politica di fronte a queste nomine che hai fatto, di fronte a questi tuoi fedelissimi? E ancora: in Sicilia, Galvagno, presidente dell’Assemblea siciliana. E ancora Amata, l’assessora del Turismo. Sono ancora lì nonostante le inchieste. Qual è la tua posizione? Quali decisioni prenderai? Perché non ce le vieni a dire in Parlamento e ti assumi la responsabilità politica? Smettila di scappare”, conclude il pentastellato.

Serracchiani: “Siamo ben lontani dalla leggerezza di cui parlava la premier”

La responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani si chiede invece “cosa intenda Meloni quando dice di ‘non essere più disponibile a coprire nessuno’”. “Davvero non ritiene doveroso dare spiegazioni ai cittadini?”, aggiunge l’esponente dem, “Sono domande inevitabili”, visto che gli ultimi sviluppi dell’inchiesta Delmastro dimostrano come “siamo ben lontani dalla ‘leggerezza’ di cui parlava Meloni prima del referendum. Siamo di fronte a una vicenda allarmante, che richiede la massima trasparenza. Cosa hanno da dire, oggi, la presidente e il ministro Nordio? La campagna per il referendum è passata. Ma l’arroganza con cui pensano di poter piegare le istituzioni, come se fossero di loro proprietà, quella purtroppo resta”.

Sulla stessa linea l’Avs Angelo Bonelli, che esclude l’ipotesi che si tratti di semplice ingenuità o imprudenza, chiedendo a Meloni di chiarire.