Da Israele ennesima strage di reporter tra Gaza e Libano. Ieri uccisi tre giornalisti, ma l’IDF nega: “Tutto falso, erano terroristi”

Da Israele ennesima strage di reporter tra Gaza e Libano. Ieri uccisi tre giornalisti, ma l'IDF nega: "Tutto falso, erano terroristi"

Da Israele ennesima strage di reporter tra Gaza e Libano. Ieri uccisi tre giornalisti, ma l’IDF nega: “Tutto falso, erano terroristi”

Nei furiosi attacchi israeliani di ieri in Libano e a Gaza, che avrebbero causato oltre 200 vittime complessive, hanno perso la vita anche tre giornalisti. A denunciarlo è il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj), con una durissima nota in cui sottolinea come “questa serie di attacchi evidenzi un clima di impunità sempre più grave e un palese disprezzo per il diritto internazionale”.

“Gli attacchi deliberati, indiscriminati o sproporzionati contro i giornalisti, ossia civili ai sensi del diritto internazionale umanitario, costituiscono evidenti crimini di guerra e meritano un’indagine”, si legge nel comunicato. Tra le vittime c’è il corrispondente di Al Jazeera, Mohammad Washah, ucciso mentre si trovava a bordo della sua auto a Gaza City. In Libano, invece, sono morti in attacchi distinti Ghada Dayekh, della radio Sawt Al-Farah, e Suzan Khalil, reporter e presentatrice di Al-Manar TV e Al-Nour Radio.

Queste morti fanno salire ulteriormente il bilancio dei cronisti uccisi durante la guerra in Medio Oriente, iniziata oltre due anni fa. Secondo il Cpj, si tratta della guerra più letale mai registrata per i giornalisti, con almeno 260 vittime dall’inizio del conflitto nel 2023. Dall’inizio della guerra con l’Iran, il 28 febbraio 2026, altri giornalisti sono stati uccisi in Libano e in tutta la regione, portando il bilancio nel solo Libano ad almeno sette nelle ultime settimane, ha precisato l’organizzazione.

Secondo il Comitato, “l’uccisione di giornalisti a Gaza e in Libano non è un evento isolato, ma parte di un attacco più ampio alla libertà di stampa. La comunità internazionale deve agire ora per fermarlo”.

Israele nega le accuse e rilancia: “L’uomo ucciso a Gaza era di Hamas”

Accuse respinte dall’esercito israeliano (IDF), secondo cui l’uomo ucciso a Gaza apparteneva ad Hamas e agiva sotto copertura, fingendosi un giornalista di Al Jazeera. Come spiegato dall’IDF, “Muhammad Samir Muhammad Washah era un terrorista chiave nel quartier generale di Hamas per la produzione di razzi e armi”.

Ma c’è di più. Secondo i militari fedeli a Benjamin Netanyahu, l’uomo “stava pianificando attacchi terroristici contro i soldati operanti nella zona”, circostanza che sarebbe dimostrata da “documenti trovati sul suo computer personale, che attesterebbero la sua affiliazione al reparto missilistico anticarro dell’ala militare di Hamas”. Documenti che, almeno per ora, non sono stati diffusi, alimentando i dubbi sulla versione fornita dall’IDF.