Libano, Netanyahu se ne frega del cessate il fuoco e prova a far saltare la tregua in Iran: “Continueremo a bombardare”

Israele ignora il cessate il fuoco e lancia un massiccio attacco contro il Libano, colpendo anche aree popolose di Beirut.

Libano, Netanyahu se ne frega del cessate il fuoco e prova a far saltare la tregua in Iran: “Continueremo a bombardare”

Neanche il cessate il fuoco di due settimane in Iran è sufficiente per placare Benjamin Netanyahu. Nella prima giornata di tregua, infatti, Israele intensifica gli attacchi sul Libano come mai prima d’ora. Un’ondata di raid ha colpito Beirut, con diversi quartieri della città coinvolti, dal centro al lungomare. E anche zone molto popolose.

Inevitabile il panico tra le strade della capitale libanese, con i testimoni che parlano di “scene apocalittiche” per gli edifici distrutti e le colonne di fumo che si sollevano in più punti della città. Secondo alcune fonti mediche si registrano già almeno 112 morti e 837 feriti, con diversi cadaveri tra le strade.

Per Netanyahu non ci sono dubbi: gli attacchi in Libano andranno avanti, anche se questo – come ha già sottolineato Teheran – mette a rischio il cessate il fuoco. Sembra sempre più evidente come il premier israeliano speri proprio che la tregua salti. Per Netanyahu “Hezbollah non è incluso nel cessate il fuoco” e per questo “continuiamo a colpirlo con forza”. Inoltre, Netanyahu sostiene che la tregua in Iran non è “la fine della campagna, ma una tappa verso il raggiungimento di tutti i nostri obiettivi”. E il premier israeliano non esclude “la ripresa dei combattimenti: siamo pronti a riprenderli in qualsiasi momento”.

Israele se ne frega del cessate il fuoco: il Libano sotto assedio

Le operazioni di soccorso sono partite in diverse zone della città – con oltre cento ambulanze mobilitate dalla Croce Rossa – ed è anche stato lanciato un appello alla popolazione per donare il sangue. Le operazioni sono state eseguite e rivendicate dall’Idf, che parla del “più grande attacco condotto contro le infrastrutture di Hezbollah”, sprezzante del cessate il fuoco in atto.

Anche l’esercito israeliano ha dovuto ammettere che la maggior parte degli obiettivi presi di mira si trovava “nel cuore delle aree abitate”. D’altronde per Netanyahu il cessate il fuoco sembra irrilevante, tanto che ha da subito sostenuto che non riguarda anche il Libano. Hezbollah, però, al contrario di Israele stamattina ha comunicato di aver sospeso il lancio di razzi.

Netanyahu mette a rischio il cessate il fuoco con l’Iran

Israele ha lanciato attacchi anche in altre zone del Libano, al Sud, tra Sidone e al-Qalila. Anche qui si parla di diverse vittime. Il premier libanese, Nawaf Salam, accusa Israele di aver ucciso civili disarmati in Libano e di aver attaccato aree densamente popolate, soprattutto a Beirut. E questi attacchi rischiano di avere conseguenze anche sul cessate il fuoco, considerando che l’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite ha affermato che Israele deve rispettare la tregua e che qualsiasi attacco può complicare la situazione e portare a contro-risposte. Il primo effetto è stata la nuova chiusura dello Stretto di Hormuz, proprio in risposta agli attacchi israeliani sul Libano.

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha lanciato un avvertimento anche agli Stati Uniti, sostenendo che devono scegliere: “O cessate il fuoco o guerra continuata tramite Israele,, non possono avere entrambe”. “Il mondo – scrive – vede i massacri in Libano. La palla è nel campo degli Stati Uniti, e il mondo sta osservando se essi agiranno in base ai loro impegni”.

Teheran ha inoltre informato i mediatori regionali che parteciperà ai negoziati con gli Usa di venerdì solamente se finiranno gli attacchi israeliani sul Libano. E i raid dell’esercito di Tel Aviv in Libano sono stati condannati anche dall’Onu, che ha chiesto di “cogliere l’opportunità del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran”.