Dalla Striscia di Gaza al Libano, la strategia israeliana non cambia: l’obiettivo sarebbe ridefinire ed estendere i propri confini territoriali. A lanciare questa pesante accusa è il rapporto The Gaza Playbook, pubblicato oggi da Oxfam, in cui si afferma chiaramente che “la strategia israeliana in Libano è la stessa adottata a Gaza e degenerata in un genocidio, mentre il cessate il fuoco resta solo teorico”.
Come evidenzia il dossier: “Dalla sua entrata in vigore – il 17 aprile – 600 persone sono state uccise, 10.000 case distrutte o danneggiate e, solo nei primi quattro giorni, il cessate il fuoco è stato violato 220 volte. Anche a Gaza, dallo scorso 10 ottobre, si contano almeno 850 vittime civili, che si aggiungono alle oltre 72 mila dal 2023, tra cui più di 20 mila bambini”.
“In Libano, come a Gaza, civili innocenti continuano a essere uccisi ogni giorno, mentre il costo stimato per la ricostruzione e la riparazione dei danni causati dal conflitto a partire dal 2023 ha già superato i 14 miliardi di dollari, senza contare l’impatto dell’ultima escalation”, sottolinea Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia.
Oxfam accusa Israele: “Da Gaza al Libano, la strategia è sempre la stessa e mira a conquiste territoriali”
Pezzati aggiunge che l’amministrazione guidata da Benjamin Netanyahu, “facendosi scudo del diritto all’autodifesa e di una complicità internazionale accondiscendente, continua a commettere gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e degli accordi di tregua, privando la popolazione delle proprie case, dei servizi essenziali e dei mezzi di sussistenza”.
“È ormai dall’ottobre 2023 che i vertici militari israeliani hanno espresso chiaramente l’intenzione di replicare in Libano quanto fatto a Gaza: annettere territori nella più totale impunità e con la complicità di molti Stati”, conclude Pezzati, lanciando “un appello urgente affinché si arrivi a una tregua permanente, che non sia solo di facciata. Israele deve essere chiamato al più presto a rispondere delle violazioni del diritto internazionale commesse, impedendo l’accaparramento di territori e il disprezzo dei diritti fondamentali dei civili inermi”.