Caporalato, bracciante indiano abbandonato con le gambe in cancrena: il sistema che produce invisibili

A Salerno bracciante indiano di 36 anni in fin di vita con le gambe in cancrena. Il processo Satnam avanza. Il caporalato resta.

Caporalato, bracciante indiano abbandonato con le gambe in cancrena: il sistema che produce invisibili

Le gambe annerite, la cancrena avanzata, un’infezione già al fegato. Così è arrivato al Ruggi d’Aragona di Salerno un bracciante indiano di trentasei anni: lasciato davanti al triage nella notte tra venerdì e sabato, portato via prima che qualcuno potesse fare domande.

I medici lo hanno trovato con le gambe completamente livide, quasi in cancrena; una setticemia agli arti inferiori così avanzata da richiedere camera iperbarica e antibiotici massicci. La cancrena che annerisce la carne è il risultato di settimane di esposizione a qualcosa che brucia lentamente: le gravissime infezioni sarebbero state provocate dall’esposizione prolungata a diserbanti o altri prodotti chimici utilizzati nell’agricoltura intensiva. L’uomo è ancora in pericolo di vita.

Il sistema che produce corpi

Satnam Singh è morto il 19 giugno 2024, due giorni dopo che un macchinario gli aveva tranciato il braccio nei campi di Latina. Il suo datore di lavoro, invece di chiamare i soccorsi, aveva caricato il bracciante ferito su un furgone con la compagna e lo aveva abbandonato agonizzante davanti alla loro abitazione. Il braccio amputato era finito in una cassetta della frutta vicino ai cassonetti. Secondo quanto emerso alla prima udienza, l’imputato avrebbe commentato: «è morto, dove lo butto?». Il furgone era stato ripulito. I cellulari di Satnam e Soni erano spariti.

Il processo è alla Corte d’Assise di Latina: il datore di lavoro in carcere, il padre ai domiciliari, accusati in concorso di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro pluriaggravato. Il figlio risponde anche di omicidio volontario con dolo eventuale. Il 12 marzo 2026, udienza fiume: Kumar Ramesh, connazionale di Satnam, ha raccontato le condizioni di lavoro nei campi, turni di dodici ore, paghe sotto il minimo legale, pressioni continue. Il processo andrà avanti per mesi.

I numeri che nessuno vuole leggere

Il Rapporto annuale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro fotografa il 2024: il 74% delle aziende ispezionate è risultato irregolare. I lavoratori con violazioni accertate sono stati 120.442, il quindici per cento in più dell’anno precedente. Di questi, 19.008 erano in nero; 1.368 erano stranieri senza permesso di soggiorno. Le vittime di caporalato accertate ai sensi dell’articolo 603-bis del codice penale: 1.226, dato che l’Ispettorato stesso definisce provvisorio. La Campania è la regione più problematica per lavoro sommerso: 3.737 lavoratori in nero su 9.978 controllati. L’Osservatorio Placido Rizzotto della Flai Cgil stima circa 200 mila irregolari nell’agroalimentare, comparto che vale 73,5 miliardi di euro ma paga i braccianti mediamente poco più di 6 mila euro l’anno. Dopo la morte di Satnam, nell’estate 2024, controlli su 1.377 aziende agricole avevano trovato irregolarità tra il 53 e il 66 per cento in tre operazioni distinte. Poi i controlli si sono diradati.

Il corpo come prova

Silvia Guaraldi, segretaria nazionale, lo ha scritto senza attenuazioni: “Una cancrena di tale gravità non insorge in poche ore: è il risultato di settimane, forse mesi, di sofferenze atroci patite nell’invisibilità”. Susanna Camusso, vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro: “Un lavoratore sfruttato soprattutto se straniero non può denunciare, non può sottrarsi al lavoro nero, non ha strumenti per rivendicare la propria dignità”. Interrogazioni di Franco Mari (Alleanza Verdi e Sinistra) e Arturo Scotto (Partito Democratico). Le interrogazioni si accumulano. I corpi anche.

Un lavoratore in nero non esiste: nessuna burocrazia lo protegge. Se le gambe cominciano a marcire, la scelta del caporale è razionale nella propria logica: portarlo in ospedale significa spiegare, lasciare tracce. Meglio scaricarlo. Lo stesso calcolo che Lovato aveva fatto con Satnam. A Salerno ha prodotto un uomo ancora vivo, le cui gambe annerite sono la prova materiale di mesi che nessuno aveva voluto vedere. Quando potrà parlare, dirà quello che già sappiamo. Lo sapevamo prima di Satnam, e continueremo a saperlo dopo.