L’Italia è tra i primi 15 Paesi al mondo per spesa militare (al 12esimo posto), con un aumento significativo della spesa (+20%) e un peso sul Pil in crescita, pur restando sotto la soglia del 2% del Prodotto interno lordo. È quanto emerge dall’ultimo rapporto sulla spesa militare globale pubblicato dallo Stockholm International Peace Research Institute (Sipri). In un quadro globale, l’Istituto svedese rivela che il riarmo e l’aumento dell’insicurezza alimentano un incremento generalizzato della spesa. Secondo quanto evidenziato, “nel 2025, la spesa militare globale è aumentata a 2.887 miliardi di dollari, per l’undicesimo anno consecutivo, portando l’onere militare globale – ovvero la spesa militare in percentuale del Pil – al 2,5%, il livello più alto dal 2009”.
Con un incremento annuo del 2,9%, la crescita è stata significativamente inferiore al +9,7% registrato nel 2024. Tuttavia, questo rallentamento è in gran parte dovuto a un calo della spesa militare statunitense, calo dovuto principalmente al fatto che, nel corso dell’anno, non è stato approvato alcun nuovo aiuto finanziario militare per l’Ucraina, osserva il report. Tuttavia, al di fuori degli Stati Uniti, la spesa totale è cresciuta del 9,2% nel 2025.
L’Europa spinge sugli armamenti
“Nel 2025 la spesa militare globale è aumentata nuovamente, in quanto gli Stati hanno risposto a un altro anno di guerre, incertezza e sconvolgimenti geopolitici con massicci programmi di riarmo”, ha affermato Xiao Liang, ricercatore del Programma sulla spesa militare e la produzione di armi del Sipri. “Considerata la portata delle crisi attuali, nonché gli obiettivi di spesa militare a lungo termine di molti Stati, è probabile che questa crescita continui fino al 2026 e oltre”, specifica il report. Secondo gli analisti del Sipri, il principale fattore che ha contribuito all’aumento globale della spesa militare nel 2025 è stato un incremento del 14% in Europa, che ha raggiunto gli 864 miliardi di dollari.
La spesa di Russia e Ucraina ha continuato a crescere nel quarto anno della guerra in Ucraina, mentre i continui sforzi di riarmo da parte dei membri europei della Nato hanno portato alla crescita annua della spesa più marcata nell’Europa centrale e occidentale dalla fine della guerra fredda. Secondo la metodologia del Sipri, i 29 membri europei della Nato hanno speso complessivamente 559 miliardi di dollari nel 2025 e 22 di essi hanno registrato una spesa militare pari ad almeno il 2% del Pil.
La Germania in testa agli altri paesi Ue
La Germania è stata il Paese con la maggiore spesa militare del gruppo, con un aumento del 24% su base annua, raggiungendo i 114 miliardi di dollari. Per la prima volta dal 1990, la spesa militare tedesca ha superato la soglia del 2%, attestandosi al 2,3% del Pil nel 2025. Anche la spesa militare spagnola è aumentata del 50%, arrivando a 40,2 miliardi di dollari e superando per la prima volta dal 1994 la soglia del 2% del Pil. Nel 2025, la spesa militare della Russia è cresciuta del 5,9%, raggiungendo i 190 miliardi di dollari, pari al 7,5% del Pil. L’Ucraina, settimo Paese per spesa militare nel 2025, ha incrementato la propria del 20%, arrivando a 84,1 miliardi di dollari, ovvero il 40% del Pil.