Siamo all’apoteosi dell’ipocrisia. Al concertone del 1° Maggio una tizia ha cantato Bella Ciao sostituendo la parola “partigiano” con “essere umano”. Tanto per tenersi buoni i potentati di destra.
Claudio Vucci
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Gentile lettore, penso che il fine fosse proprio quello: abolendo il partigiano, che notoriamente non ha i requisiti per definirsi umano, la cantante voleva fare una mossa pro carriera sua, considerando che il concertone era trasmesso da Tele Meloni e lì le leve che contano sono in mano a gente di un certo ambiente politico e a-culturale. Per un ripassino ricordiamo frasi famose, tipo “Mussolini fu uno dei più grandi statisti italiani” (Meloni), “Io fascista? Dipende da cosa s’intende per fascismo” (La Russa). In tale milieu è fisiologico che una giovane conformista, la siciliana Delia, pensi di fare una furbata, incluso l’ipocrita discorsetto dal palco: “È una canzone sulla libertà”. La Sicilia è terra di gente ammirevole e di tanti geni, ma come tutte le cose non è esente da eccezioni. Quanto alla carriera della suddetta, dubito che andrà lontano. La furbata si è rivelata per quello che è: un’altra dimostrazione che con il governo delle destre si respira un clima reazionario e oscurantista. È lo stesso clima per cui il 25 Aprile un ragazzo ebreo spara a due iscritti dell’Associazione Partigiani, e altri, tra cui esponenti della cosiddetta Sinistra per Israele, sfilano per le strade con la bandiera israeliana, come se fosse la festa dello Stato genocida e non della rivolta partigiana che liberò tutte le città dell’Alta Italia dal giogo dei nazifascisti. Mala tempora currunt.
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