Le Lettere

Il Trump furioso

Trump insulta gli alleati Nato per non averlo aiutato nella guerra all’Iran. Poi alza i dazi sulle auto europee e annuncia il ritiro di 5.000 soldati dalla Germania. Quale sarà la prossima follia?
Arrigo Paludetti
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Gentile lettore, non so quale sarà la prossima pazzia, ma so che l’America, Trump o non Trump, ha sempre usato il bastone e la carota per far digerire le sue volontà ai somari recalcitranti. Ora sono finite le carote, tipo i bacetti di Biden a Meloni o le lodi di Trump “Giorgia is great!” all’annuncio che l’Italia si sarebbe svenata per comprare gas americano e investire in Usa. Adesso è tempo di bastonate sui denti. A Giorgia per aver definito “inaccettabili” gli attacchi al Papa, Trump ha detto: “Sono scioccato. Su di lei mi sbagliavo, non ha coraggio, ha lasciato che gli immigrati rovinassero l’Italia”. E poi giù botte a Sanchez per aver definito illegale la guerra all’Iran: “La Spagna è assolutamente orribile” ha detto, annunciando che medita ritorsioni commerciali contro Madrid. E infine bastonate a Merz, reo di aver notato che “l’Iran sta umiliando l’America”. Umiliare il Dio sceso in Terra, il Re del mondo, il prossimo Nobel per la bomba, pardon per la pace? Inaudito! E allora ecco la risposta: via 5.000 soldati americani (su 38.000), forse blocco della fornitura di missili balistici e nuovi dazi del 25% sulle auto europee, che significa sulle auto tedesche. Probabilmente non è finita qui e ne vedremo ancora delle belle. Di sicuro c’è che si è chiusa un’era e ne è cominciata un’altra. Tra due anni ci sarà un nuovo presidente in Usa, ma nulla sarà più come prima. L’Europa prenda nota.