Farage pronto a sfrattare Starmer: alle elezioni amministrative Reform Uk asfalta Labour e Tory, diventando il primo partito del Regno Unito

Reform UK asfalta i Tory e i Labour. Travolto Starmer che prova a resistere, ma nel partito cresce il pressing per farlo dimettere

Farage pronto a sfrattare Starmer: alle elezioni amministrative Reform Uk asfalta Labour e Tory, diventando il primo partito del Regno Unito

Che per il Partito laburista del primo ministro Keir Starmer non fosse un gran periodo era cosa nota. Quello che nessuno si aspettava, però, è stata la completa débâcle del partito di maggioranza nel corso delle elezioni locali britanniche, andata ben oltre le più infauste previsioni. Una tornata elettorale in cui si rinnovano i consigli locali di mezza Inghilterra, con oltre 5 mila seggi in palio, oltre ai Parlamenti regionali di Scozia e Galles.

Il risultato ha concretizzato gli incubi dei Labour che, secondo i media britannici, hanno visto dimezzarsi il numero dei propri consiglieri. A trionfare è stata la destra trumpiana e antieuropeista di Reform UK, guidata da Nigel Farage. Male anche i Conservatori, che proseguono il loro periodo nero e confermano la difficoltà nel rialzare la testa dopo i disastrosi governi che hanno visto alternarsi, alla guida del Paese, Boris Johnson, Liz Truss e Rishi Sunak.

Sorridono soltanto i centristi Liberal Democratici e i Verdi, che guadagnano seggi, seppur in misura nettamente inferiore rispetto a Reform UK.

Starmer si dispera mentre Farage esulta

Quando lo scrutinio era ancora in corso, la sconfitta dei Labour era già evidente dai primi sondaggi. Davanti a numeri impietosi, il primo ministro Starmer si è subito assunto la “piena responsabilità” dei risultati elettorali del suo partito in Inghilterra, spiegando che questi “sono molto duri e non c’è modo di indorare la pillola”.

Il leader laburista ha poi aggiunto che il partito ha “perso brillanti rappresentanti laburisti in tutto il Paese. Questo fa male, ed è giusto che faccia male”. Un’assunzione di responsabilità che, però, non ha portato a un passo indietro di Starmer. Anzi, il premier ha cercato di resistere anche davanti al crescente pressing interno, spiegando che “giornate come queste non indeboliscono la mia determinazione a realizzare il cambiamento che ho promesso” e che, malgrado tutto, “il governo va avanti”.

Di tutt’altro umore il leader di Reform UK, Nigel Farage, che ha subito esultato parlando di “un cambiamento storico nella politica britannica”, lanciando di fatto il guanto di sfida ai Labour e ai Conservatori. Questo perché, precisa, “abbiamo dimostrato di poter vincere in aree che sono sempre state a maggioranza conservatrice, ma allo stesso tempo anche in aree storicamente dominate dai Laburisti”.

Difficile dargli torto, perché Reform UK, dalla sua fondazione due anni fa, è in continua e poderosa crescita, al punto da apparire ormai una forza credibile per mettere fine allo storico duopolio rappresentato da Labour e Tory. Un partito giovane che in queste elezioni non aveva consiglieri da difendere, poiché al momento delle precedenti amministrative, risalenti al 2021, non era ancora stato fondato.

Ciò non ha impedito a Farage, noto per essere stato il principale artefice della Brexit, di affermarsi nettamente come leader del primo partito del Regno Unito. Ancor più indicativo è il fatto che Reform UK, oltre a fagocitare gran parte dell’elettorato Tory, stia riuscendo a conquistare anche il voto di molti indecisi.

Cresce la fronta interna ai Labour: “Starmer deve dimettersi”

Sono ore di apprensione soprattutto per il primo ministro Starmer, che vede crescere di ora in ora la fronda interna che gli chiede un passo indietro perché, secondo i suoi critici, pur trattandosi di elezioni locali, queste rappresenterebbero in realtà un test politico per il governo.

A dirlo molto chiaramente è Ian Lavery, ex presidente dei Labour ed ex coordinatore nazionale delle campagne elettorali del partito, che in un’intervista alla BBC ha duramente criticato il primo ministro, accusandolo di mettere in discussione la sopravvivenza stessa del partito.

“Keir Starmer potrebbe distruggere il Partito Laburista se non si dimettesse”, ha dichiarato Lavery, aggiungendo che “la cosa più efficace che potrebbe fare sarebbe un ritiro organizzato dalla guida del Partito Laburista e, di conseguenza, dalla carica di primo ministro”.

Del resto, insiste, di questo passo i Labour non avranno futuro perché “siamo al 16% nei sondaggi e stiamo assistendo a un annientamento”. Per questo, conclude, “se Starmer non si dimetterà, mi aspetto una sfida per la leadership nelle prossime settimane”.