Continua a salire la tensione a Hormuz con scontri tra forze armate iraniane e navi statunitensi vicino allo Stretto mentre si attende “nelle prossime ore” la risposta di Teheran al piano di pace Usa. “In futuro li colpiremo con molta più forza e molta più violenza, se non firmeranno il loro accordo, e in fretta”. È il messaggio di Donald Trump agli iraniani. Le forze militari Usa hanno neutralizzato le petroliere Sea Star III e Sevda, impegnate a raggiungere un porto iraniano sul Golfo di Oman, in violazione del blocco americano. Lo riferisce su X il Centcom, secondo cui si è trattato di due navi cisterna battenti bandiera iraniana, prive di carico. Il 6 maggio, le forze Usa hanno neutralizzato la Hasna. Le tre navi hanno interrotto la navigazione verso l’Iran. “Le forze statunitensi in Medio Oriente rimangono impegnate nella piena attuazione del blocco contro le unità in entrata o in uscita dall’Iran”, ha dichiarato l’ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom.
Alta tensione a Hormuz, gli Usa colpiscono due petroliere iraniane
“Le conseguenze di questo avventurismo capriccioso e di questo comportamento sconsiderato sono ormai evidenti al mondo intero. I tweet deliranti non hanno più alcun peso sulla realtà”, ha affermato Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, dopo che il Centcom ha riferito di aver “neutralizzato due petroliere iraniane nel Golfo dell’Oman”.
Baghaei ha poi risposto alle frasi del presidente Usa sulla violazione del cessate il fuoco a Hormuz, affermando che eufemismi come “un leggero colpo” non possono “cancellare la vergogna nata da una valutazione errata”. Intanto il vicepresidente americano, JD Vance, ha incontrato il primo ministro del Qatar per discutere dei negoziati con l’Iran. Lo riporta il sito di notizie Axios. “I qatarioti sono un canale di comunicazione chiave tra gli Usa e l’Iran nei colloqui per porre fine alla guerra”, ha detto un funzionario statunitense.
Caos e morte in Libano
Rimane caotica la situazione in Libano. Il ministero della Salute libanese ha annunciato che il numero dei morti nel Paese per i raid israeliani dall’inizio della guerra con Hezbollah, il 2 marzo scorso, è salito da 2.727 a 2.759, con un aumento di 32 decessi nelle ultime 24 ore. Lo riporta Haaretz. Il ministero ha inoltre riferito che 8.512 persone sono rimaste ferite. Secondo l’Agenzia Nazionale di Stampa libanese, cinque persone sono rimaste uccise in attacchi pomeridiani ieri a Bint Jbeil e Nabatieh, nel sud del Libano. L’agenzia ha inoltre riportato quattro morti in un altro attacco a Sultanieh, tre a Zahrani, due a Zrariyeh e quattro morti e tre feriti in un raid a Tura.