Ormai in Ucraina gli scandali non si contano più. L’ultimo in ordine di tempo riguarda un presunto giro di riciclaggio di denaro che punta dritto su Andriy Yermak, ex capo dell’Ufficio presidenziale ed ex stretto collaboratore del presidente ucraino, che rischia di creare nuovi imbarazzi a Volodymyr Zelensky. Secondo quanto riportato dal Kyiv Independent, Yermak sarebbe finito nel mirino della Procura anticorruzione (Sapo) e del National Anti-Corruption Bureau of Ukraine (Nabu), nell’ambito di una maxi inchiesta su un presunto sistema di riciclaggio di denaro.
Proprio i due organismi ai quali l’anno scorso, il Parlamento ucraino aveva provato a mettere la mordacchia con una legge che di fatto minava pesantemente l’indipendenza delle due Authorithy. Solo le proteste di piazza e il pressing dell’Unione europea avevano costretto Zelensky alla marcia indietro. Mentre gli ucraini continuano a morire al fronte nel conflitto con la Russia e l’Ue ha appena staccato un altro assegno da 90 miliardi di euro per finanziare gli sforzi bellici di Kiev, a Yermak, dimessosi nel novembre 2025 dopo le perquisizioni eseguite nei suoi confronti dagli organi anticorruzione, si contesta, come ricostruisce il quotidiano, l’appartenenza a un “gruppo organizzato” che, negli ultimi anni, avrebbe riciclato circa 460 milioni di grivne, pari a 10,5 milioni di dollari. Il tutto attraverso la costruzione di quattro ville private di lusso, ciascuna di circa mille metri quadrati, collegate a un grande centro benessere condiviso con piscina e spa.
Tre anni dopo la prima maxi-inchiesta che portò ad una raffica di dimissioni eccellenti, tra cui quattro vice ministri, cinque governatori regionali e un assessore (compreso il vice ministro delle Infrastrutture, arrestato dalla polizia anti-corruzione ucraina, mentre intascava una tangente da 350mila dollari sugli appalti per la fornitura di generatori elettrici), e a diciotto mesi dallo scandalo dei “cessi d’oro” dell’inchiesta Mida, che ruotava intorno all’imprenditore Timur Mindich vicinissimo a Zelensky, la domanda sul tavolo resta sempre la stessa. Per quanto ancora l’Ue continuerà a foraggiare l’Ucraina senza controlli rigorosi su come vengono spesi i soldi dei contribuenti europei?