Garlasco, nelle carte della procura anche l’interrogatorio dell’ex pm Pezzino: “Feci il massimo sforzo nelle indagini, prima di archiviare Sempio”

Garlasco, per l'ex pm Pezzino non vi fu nulla di anomalo nella gestione del fascicolo nato dall'esposto della madre di Stasi

Garlasco, nelle carte della procura anche l’interrogatorio dell’ex pm Pezzino: “Feci il massimo sforzo nelle indagini, prima di archiviare Sempio”

“Ho redatto io la richiesta di archiviazione” di Andrea Sempio, oggi indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, nel 2016 a Garlasco, e “non ho mai sottovalutato la rilevanza dell’indagine”. Sono le parole messe a verbale dall’ex pm Giulia Pezzino, sentita il 20 novembre scorso dal procuratore di Brescia Francesco Prete e dalla pm Claudia Moregola, davanti a sette tra uomini della Guardia di finanza e dei carabinieri di Milano. Un interrogatorio finito nelle carte della nuova accusa a Sempio.

“L’esposto della signora Ligabo’ (la madre di Stasi, ndr) mi sembrava prima vista infondato”, ha detto la magistrata, “ma ho profuso comunque il massimo sforzo e ho cercato di non farmi condizionare dal fatto che ci fosse una persona, Alberto Stasi, in carcere con sentenza passata in giudicato”.

Pezzino ha riferito poi di aver “fatto tutte le indagini che ritenevo necessarie” e ha anche ricordato come “l’assegnazione (del fascicolo, ndr) fosse stata disposta secondo il turno e, considerata l’importanza del caso, è stata co-assegnata a Venditti (Mario, ex procuratore aggiunto di Pavia, poi finito sotto accusa a Brescia per corruzione giudiziaria, ndr)”.

Pezzino ripercorre l’iter seguito con Venditti

“Io” chiarisce l’ex pm “ho redatto la richiesta di archiviazione. Ho poi condiviso il file della bozza con Venditti e gli ho spiegato i passaggi più tecnici riguardo al Dna” dopo aver sentito il genetista Francesco De Stefano, “soggetto terzo, imparziale e disinteressato, in quanto perito della Corte d’Assise d’Appello”, a differenza di qualsiasi altro consulente. L’ex pm nega qualcosa di strano nell’interrogatorio a Sempio – “le domande gli venivano rivolte in maniera concatenata rispetto alle risposte date” – e spiega perché non è ricorsa a delle perquisizioni: “Non l’ho ritenuto utile visto il tempo trascorso”.

Mai saputo delle telefonate di Sapone

Nel verbale infine nega poi di essere a conoscenza di contatti tra l’indagato e Silvio Sapone, l’ex maresciallo dei carabinieri a cui sarebbe stato dato il compito di analizzare le conversazioni intercettate nell’indagine. Tra i due risulterebbero più contatti telefonici di cui l’ex pm Pezzino è all’oscuro. “Se me lo avessero detto avrei dato indicazione di dare atto dei contatti e di riferirne il motivo (…). Mi fidavo di Sapone in quanto persona di grande esperienza operativa” conclude l’ex pm Pezzino.