Dalla Cina, Trump torna ad alzare la tensione in Medio Oriente: “L’Iran consegni l’uranio o sarà di nuovo guerra”

Dalla Cina, Trump torna ad alzare la tensione in Medio Oriente: “L'Iran consegni l’uranio o sarà di nuovo guerra”

Dalla Cina, Trump torna ad alzare la tensione in Medio Oriente: “L’Iran consegni l’uranio o sarà di nuovo guerra”

Con i negoziati con l’Iran in stallo, Donald Trump è tornato a minacciare la ripresa delle ostilità. Durante la sua visita a Pechino, il tycoon ha concesso un’intervista a Fox News nella quale ha sostenuto che il regime di Teheran “è finito: può fare un accordo oppure essere annientato”. Nel colloquio, l’inquilino della Casa Bianca ha poi spiegato che, se il regime degli ayatollah “manda i militari a cercare di fare qualcosa, come recuperare l’uranio arricchito, o se vediamo che qualcuno cerca di farlo, lanceremo semplicemente un paio di bombe e tutto finirà lì”.

L’unica soluzione per evitare tutto ciò, prosegue Trump, è che l’Iran “consegni i propri materiali nucleari e rinunci al presunto sviluppo di armi atomiche”. Ed è proprio il nucleare, la giustificazione addotta per questa guerra, nonostante l’intelligence statunitense abbia ammesso che Teheran fosse ben lontana dal possedere simili ordigni, il vero chiodo fisso del tycoon. Nella stessa intervista, Trump ha infatti ricordato che “abbiamo sganciato bombe, ognuna di quelle bombe è scesa giù, l’intera montagna è crollata sopra quel sito (quello di Isfahan, ndr)” e che, riguardo all’uranio arricchito, “mi sentirei meglio se lo ottenessi, e lo otterremo”.

Dalla Cina, Trump torna ad alzare la tensione in Medio Oriente: “L’Iran consegni l’uranio o sarà di nuovo guerra”

Intanto il New York Times rivela un nuovo retroscena della guerra contro il regime degli ayatollah, sostenendo che nei mesi scorsi, in risposta agli attacchi iraniani sul proprio territorio, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti avrebbero colpito direttamente obiettivi in Iran. Secondo il quotidiano statunitense, questa operazione “top secret” sarebbe stata la prima del suo genere e potrebbe ripetersi in caso di nuovi attacchi.

Ricostruzioni che i due Paesi arabi, almeno per il momento, non hanno né confermato né smentito.