Elezioni francesi, due ingerenze e due misure: aperture di Tg su quella russa, spallucce su quella israeliana

Elezioni comunali Francia: Reuters rivela l'ingerenza israeliana sulle municipali francesi che, a differenza di quelle russe, non fa scalpore

Elezioni francesi, due ingerenze e due misure: aperture di Tg su quella russa, spallucce su quella israeliana

Marsiglia, marzo 2026. Elezioni amministrative. Sui muri compaiono dei codici QR. Chi li scansiona finisce su un blog firmato “Sophie”, che racconta una storia di abusi sessuali attribuiti a Sébastien Delogu, deputato della France Insoumise e candidato sindaco. La storia è falsa, il blog fasullo, il dominio sparirà nel giro di settimane. A Tolosa, contro François Piquemal, escono inserzioni sponsorizzate su La Dépêche du Midi. A Roubaix, contro David Guiraud, partono pagine Facebook a grappolo. Tre città, tre candidati, lo stesso copione.

Il 10 marzo Le Monde pubblica l’inchiesta: campagna di interferenza coordinata, fotografie generate con intelligenza artificiale, marcatori tecnici stranieri nei metadati. Viginum, il servizio governativo francese che si occupa di interferenze digitali, conferma. Le Monde nomina il sospettato: una lobby pro-israeliana attiva in Europa, in conflitto aperto con Mélenchon.

Il 13 maggio Reuters fa un altro passo: l’agenzia che avrebbe materialmente eseguito parte dell’operazione sarebbe una società israeliana sconosciuta, definita sul proprio sito “compagnia d’élite di influenza, cyber e tecnologia costruita per l’era moderna della guerra dell’informazione”.

Il sito è stato chiuso poco dopo le domande dei giornalisti. Anche LinkedIn. Meta ha rimosso una rete di account “originaria di Israele” e diretta “principalmente contro la Francia”. Google e TikTok hanno confermato in via indipendente.Solo che è la geometria della storia a meritare attenzione.

Elezioni francesi: due ingerenze, due misure

Pochi giorni prima dell’inchiesta sui candidati insoumis, lo stesso Viginum aveva attribuito a un network russo, una campagna di disinformazione contro Pierre-Yves Bournazel, candidato di centro-destra alla mairie di Parigi. Un video fasullo lo accusava di voler trasformare il Centre Pompidou in centro per migranti. AFP, fact-checker, redazioni: smentita compatta in poche ore, allarme per la “guerra ibrida” russa. Le visualizzazioni erano sotto le ventimila.

L’operazione contro tre candidati di sinistra dura settimane, mobilita siti, blog, QR code in strada, sponsorizzate su carta stampata, immagini AI, account a sciame. Conseguenza politica reale: Delogu si ritira al ballottaggio per non spaccare il voto, Piquemal perde Tolosa di un soffio, Guiraud passa solo a Roubaix. Reazione: tiepida. Il governo francese tace, il ministero degli Esteri israeliano si chiama fuori. Mélenchon chiede una legge più severa sulle interferenze straniere. Risposta, ora, zero.

Sul piano delle prove i due casi sono equivalenti: Viginum ha fatto il suo lavoro in entrambi. È il nome del committente a cambiare il trattamento. Russia è una parola politicamente spendibile e diventa apertura di tg, Israele no,resta dossier d’élite.

L’Italia gira la testa

Vale la pena ricordare che, nella stessa settimana, in Honduras continuano a circolare i trentasette audio dell’inchiesta Hondurasgate, in cui l’ex presidente Juan Orlando Hernández, condannato a quarantacinque anni a New York per quattrocento tonnellate di cocaina e graziato da Trump il 1° dicembre 2025, evoca il “primo ministro di Israele” come parte attiva nella sua liberazione. Le testate italiane di area moderata, che sulle ingerenze russe hanno fatto i titoli, sull’asse Trump-Netanyahu in America Latina hanno girato la testa, e sulla società israeliana che ha provato a influenzare il voto francese stanno facendo lo stesso: poche righe da Reuters, qualche colonna di servizio, fine.

Si chiama guerra ibrida quando viene da Mosca. Quando viene da Tel Aviv diventa anomalia tecnica.

Sostanzialmente è questo il punto: si è scelto, in Europa, di quali ingerenze occuparsi. E davanti a quali, ugualmente documentate, abbassare la voce. Le presidenziali francesi sono ad aprile 2027. Le prove generali sono finite.