Si riaccende lo scontro Gasparri-Report, dopo le perquisizioni di giovedì scorso del commercialista Gian Gaetano Bellavia, della sua ex collaboratrice Valentina Varisco e di due società di investigazioni, su ordine della procura di Milano.
L’inchiesta riguarda il “milione di files” ad “altissima sensibilità” di cui il consulente di Procure e Tribunali di tutta Italia e della trasmissione Report ha denunciato il furto da parte della ex dipendente a marzo 2025. I pm vogliono appurare se Bellavia tra il 2005 e il 2018 abbia omesso “di restituire”, trattenendo “indebitamente copie di intercettazioni, annotazioni di polizia giudiziaria, verbali di perquisizione, documentazione contabile patrimoniale, ben oltre il tempo necessario alla predisposizione delle consulenze” per la magistratura.
Gasparri torna a mettere in dubbio la credibilità di Bellavia
“Ma la Rai non ha niente da dire sull’enorme scandalo Bellavia-Ranucci-Report?”, ha subito attaccato Gasparri. “Prendo poi atto che la trasmissione Report continua a utilizzare nelle sue puntate questo Bellavia come consulente. A quali dossier e a quali carte attinge Bellavia per dare i suoi pareri? Usa fonti aperte o si avvale anche della immensa quantità di carte che ha ottenuto dalla magistratura?”, ha chiesto il senatore.
Ranucci (Report): “Gasparri risponda sulla Cyberleam che presiedeva”
Immediata anche la risposta di Sigfrido Ranucci: “Scopriamo che il senatore Gasparri, da ex Capogruppo di FI non è più garantista. Per il sottoscritto e la squadra di Report, Gian Gaetano Bellavia, non solo rappresenta un eccellente e affidabile professionista, ma è stato vittima di un furto che ha evidenziato un problema che sarebbe tipico di tutti gli studi di professionisti, a partire dagli avvocati”.
“Piuttosto”, ha aggiunto il giornalista, “il vero scandalo è il fatto che il senatore Gasparri ancora non abbia risposto sul suo ruolo di presidente della Cyberleam, società di Cyber security che aveva all’interno soci che facevano parte dei servizi segreti israeliani. Domenica Report tornerà su questa vicenda mostrando anche i legami della società con Ecm il software che è stato istallato sui 40 mila Pc degli uffici giudiziari e che consente di entrare nei pc dei magistrati”.