Escalation in Iran, ora la Nato pensa a una missione nello Stretto di Hormuz

Mentre Trump minaccia l'Iran, la Nato pensa a una missione per agevolare la navigazione nello Stretto di Hormuz.

Escalation in Iran, ora la Nato pensa a una missione nello Stretto di Hormuz

Un nuovo, l’ennesimo, ultimatum di Donald Trump. Ma intanto, mentre la tregua – sempre in bilico – regge, ci pensa la Nato a lanciare una nuova minaccia, ipotizzando un intervento nello Stretto di Hormuz se la situazione non dovesse sbloccassi entro luglio. Il presidente degli Stati Uniti avverte l’Iran, sostenendo che concede “un periodo limitato”, tra i 2 e i 3 giorni o “forse fino all’inizio della settimana” per chiudere un accordo. Trump spiega che è stato contattato dai Paesi del Golfo per chiedergli di “cancellare l’attacco perché si è vicini a un accordo” e per questo motivo per ora ogni azione è stata sospesa.

Gli ultimatum di Trump e l’ipotetica missione Nato nello Stretto di Hormuz

Ma non mancano, dal presidente Usa, le solite minacce: “Spero non dovremo fare la guerra, ma potremmo dover infliggere loro un altro duro colpo”. Intanto è anche la Nato a muoversi, valutando la possibilità di una missione per agevolare il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz, nel caso in cui non venga riaperto entro i primi di luglio. Bloomberg riporta le parole del comandante Alexus Grynkewich, secondo cui si tratterebbe di una “decisione politica” che però avrebbe già il sostegno di diversi membri della Nato, anche se non c’è ancora l’unanimità.

I leader Nato si riuniranno il 7 e l’8 luglio ad Ankara. Lo Stretto di Hormuz è al centro dei pensieri anche del G7 Finanze, che nel comunicato finale ribadisce l’importanza di mitigare gli impatti negativi della crisi in Medio Oriente tramite un “rapido ritorno alla libera e sicura circolazione attraverso lo Stretto di Hormuz”.