Assist di Confindustria a Meloni per attaccare di nuovo l’Ue

Cè un terreno su cui Giorgia Meloni e il leader di Confindustria Emanuele Orsini vanno a braccetto: l'attacco all'Europa

Assist di Confindustria a Meloni per attaccare di nuovo l’Ue

C’è un terreno su cui Giorgia Meloni e il leader di Confindustria Emanuele Orsini vanno a braccetto e registrano una sintonia piena nel corso dei rispettivi interventi all’assemblea annuale di viale Dell’Astronomia. Vale a dire l’Europa matrigna, fonte di pastoie burocratiche. Dell’Europa continua a preoccupare gli industriali una burocrazia “lunare”: l’ultima “conferma” è quella delle “72 condizioni poste da Bruxelles per il via libera al decreto bollette”. Della burocrazia europea Orsini dice: “Il nostro appello è uno solo: fermatela”. Musica per le orecchie di Meloni, che senza un euro in cassa per far fronte alla crisi economica ed energetica, sta conducendo una battaglia in Europa per ottenere flessibilità per le misure contro il caro-energia.

Assist di Confindustria a Meloni per attaccare di nuovo l’Ue

L’Ue deve “fare meno e meglio”, smettere di essere “un gigante burocratico”. Deve garantire all’Italia sugli investimenti per l’energia la stessa flessibilità prevista per le spese militari, perché “la difesa è libertà, ma oggi dobbiamo difendere famiglie e imprese” dagli effetti della crisi iraniana, dice Meloni. Per la premier “la principale, enorme, fragilità” è “la configurazione dell’Unione europea”, che “moltiplica le regole su ogni aspetto della vita comune” ma è “esitante quando si tratta di far sentire la propria voce nelle dinamiche globali”. Ma il braccio di ferro con Bruxelles ora è soprattutto sulla richiesta di flessibilità, come dicevamo, per poter mettere in campo misure “per attenuare l’impatto che la chiusura dello Stretto di Hormuz sta avendo sulle nostre famiglie e sulle nostre imprese”. Non significa, ribadisce Meloni, “nuovo debito” ma “allocare al meglio quello che è già previsto. Puro e semplice buonsenso”.

La riforma degli Ets

C’è poi la riforma dell’Ets, il meccanismo Ue che, con l’obiettivo di ridurre i gas serra, aggraverebbe i costi energetici delle imprese. Confindustria chiede la sospensione e il governo promette di continuare a dare battaglia su quello che considera un totem ideologico’. Orsini chiede di riallocare 20 miliardi dei 120 ora erosi dalle varie forme dei 575 sconti fiscali. “Identifichiamo i 20 miliardi da riallocare, senza aumentare il debito: un terzo alla crescita, un terzo alla sanità, un terzo alla scuola”, dice Orsini. Sono le tax expenditures sulle quali Meloni propone di aprire un dialogo che porti al riordino.

La battaglia per il nucleare

Altra battaglia comune è quella che, legata all’energia, porta dritti al nucleare. “Dobbiamo accelerare il ritorno al nucleare”, chiede il numero uno degli industriali. “Noi per primi – aggiunge – siamo disponibili a ospitare i piccoli reattori modulari nei nostri stabilimenti e nei nostri distretti”. “Vogliamo proseguire speditamente”, è l’assicurazione della premier che ritiene “sia un obiettivo alla nostra portata e importante per la nostra competitività, la ripresa della produzione nucleare”.

Nulla di nuovo peraltro nelle proposte di Orsini e nelle promesse del governo. Il leader degli industriali chiede un “grande atto di responsabilità” alla politica, ai sindacati, alle stesse associazioni di imprese, chiama “l’intera società” ad affrontare le sfide con “un senso di responsabilità comune, forte condiviso” per tornare ad una crescita del 2% l’anno, è “non solo necessaria ma possibile”. Il governo alle imprese propone “di avviare subito un cantiere comune per arrivare ad una riforma comune della burocrazia in Italia”, esortando i loro dirigenti a “non avere paura”: “Siate coraggiosi e vi prometto che farò lo stesso”. Ma non scende nei dettagli.

Qualche distinguo

I distinguo maggiori sono sui salari. Orsini riconosce l’emergenza salariale ma Meloni glissa. “Non ho mai visto una Confindustria così disponibile e dialogante con il governo dopo 35 mesi di calo della produzione industriale. Confindustria si mostra sorprendentemente comprensiva, ma ci siamo noi a tutelare l’economia reale”, ha detto il presidente del M5S Giuseppe Conte. “Meloni che chiede un cambio di passo in Europa è la stessa persona che partecipa da 4 anni da premier al Consiglio europeo e che con il suo governo ha proposto Fitto che da 2 anni è vice-presidente della Commissione europea?”, chiede con sarcasmo Elly Schlein.

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