Scambio di colpi proibiti tra Usa e Iran, Trump allontana la pace: “Accordo solo se per noi sarร  conveniente”

Scambio di colpi proibiti tra Usa e Iran, Trump allontana la pace: "Accordo solo se per noi sarร  conveniente"

Scambio di colpi proibiti tra Usa e Iran, Trump allontana la pace: “Accordo solo se per noi sarร  conveniente”

Sembrava tutto fatto: ieri da Teheran avevano annunciato un accordo con gli Stati Uniti. Dopo poche ore, perรฒ, le parti sono tornate a scambiarsi colpi proibiti, con il rischio concreto di far naufragare i negoziati. Resta da capire se a scatenare questo botta e risposta militare, tutto sommato ancora limitato, ma sufficiente a far temere una nuova escalation, sia stato proprio lโ€™annuncio dellโ€™intesa dato dalla TV iraniana ben prima che lo potesse fare Donald Trump, oppure se sia stato provocato, come sostiene il Pentagono, dai pasdaran, che avrebbero lanciato alcuni โ€œcolpi di avvertimentoโ€ contro quattro navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz.

Sullo sfondo emergono anche altre ipotesi: la prima รจ che la bozza di intesa abbia creato forti tensioni tra i repubblicani, perchรฉ giudicata โ€œtroppo simile a quella siglata da Barack Obamaโ€, costringendo il tycoon a far saltare il banco; unโ€™altra, riportata da Axios, รจ che il blitz statunitense serva ad aumentare la pressione sul regime degli ayatollah per provocarne il crollo.

Trump ordina l’attacco e scatta il muro contro muro con gli ayatollah

Quel che รจ certo รจ che, secondo le dichiarazioni ufficiali, i nuovi raid americani, che hanno colpito alcune installazioni militari nei pressi della cittร  portuale di Bandar Abbas, sarebbero stati lanciati in risposta allโ€™attacco nello Stretto di Hormuz. Una tesi che appare poco credibile: nessun missile ha minacciato concretamente le quattro navi, trattandosi, come dichiarato dagli stessi pasdaran, di colpi di avvertimento per indurre le imbarcazioni a fare marcia indietro. Insomma, questa sembra lโ€™ipotesi meno realistica.

A rafforzare i dubbi contribuiscono le parole dello stesso Trump che, parlando degli attacchi a Bandar Abbas, ha descritto lo scontro con lโ€™Iran come una sorta di โ€œmissioneโ€ portata avanti โ€œper il bene del mondoโ€, sostenendo che โ€œgli americani possono sopportare il conflitto perchรฉ capiscono che lโ€™Iran non puรฒ avere armi nucleariโ€. La questione atomica resta infatti uno dei nodi piรน difficili da sciogliere: Teheran rivendica il diritto a sviluppare un programma nucleare a scopi civili.

A ribadirlo รจ stato Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del Parlamento iraniano, che ha dichiarato: โ€œL’Iran non si lascerร  scoraggiare dalla retorica di Trump e non si allontanerร  dalle sue linee rosse: il diritto all’arricchimento dell’uranio, il possesso di uranio arricchito, l’autoritร  sullo Stretto di Hormuz e la revoca delle sanzioni. Ormai tutti sanno che Trump, per salvarsi da questo vicolo cieco strategico, un giorno ricorre alle minacce e il giorno dopo implora un accordoโ€.

Scambio di colpi proibiti tra Usa e Iran

Come prevedibile, poco dopo il bombardamento americano i pasdaran hanno risposto lanciando una serie di droni contro una base aerea statunitense in Kuwait. Lโ€™episodio รจ stato confermato dallโ€™esercito kuwaitiano, secondo cui lโ€™attacco non ha avuto successo grazie ai sistemi di difesa aerea, e successivamente anche dal Comando centrale statunitense (Centcom), che ha riferito: โ€œLโ€™Iran ha lanciato un missile balistico verso il Kuwait, intercettato con successo dalle forze kuwaitianeโ€, definendo lโ€™azione una โ€œgrave violazione del cessate il fuocoโ€, avvenuta poche ore dopo il lancio di cinque droni dโ€™attacco โ€œche hanno rappresentato una chiara minaccia nello e nei pressi dello Stretto di Hormuzโ€.

Il Centcom, tuttavia, omette che gli episodi nello Stretto erano stati presentati come semplici avvertimenti, a differenza degli Stati Uniti, che hanno colpito direttamente il territorio iraniano, costringendo il regime a reagire. Uno scenario che sembra rafforzare lโ€™analisi di Axios, secondo cui sarebbe in corso un tentativo di destabilizzare il regime. Una lettura condivisa anche dalla Guida suprema dellโ€™Iran, lโ€™Ayatollah Mojtaba Khamenei, che ha dichiarato: โ€œIl piano cieco del nemico, dopo la guerra imposta, la pressione economica e lโ€™assedio politico e propagandistico, รจ creare divisioni e disgregazione per compensare le sconfitte militari e mettere in ginocchio la nazioneโ€. Un obiettivo che, secondo lui, รจ destinato a fallire.