Si avvicinano le elezioni in Israele e per Benjamin Netanyahu, desideroso di una riconferma alla guida del Paese, l’aria si fa sempre più pesante. Per la prima volta un sondaggio elettorale, diffuso dalla televisione pubblica Kan, vede in testa il partito israeliano Yashar di Gadi Eisenkot e non il Likud di Bibi.
Se si votasse oggi, sempre in base alla rilevazione, il principale partito di opposizione Yashar otterrebbe 24 seggi sui 120 a disposizione, staccando di un seggio il Likud, fermo a 23 seggi. Malgrado ciò, alle opposizioni mancherebbero ancora 3 seggi per conquistare la maggioranza necessaria per formare un governo che, infatti, richiede di ottenere almeno 61 seggi.
Un risultato che è ancor più distante per le forze di maggioranza, la cui coalizione arriverebbe a 52 seggi, ossia 9 in meno rispetto al quorum. Davanti a questa situazione di impasse, a diventare decisivi per la formazione di un governo saranno i partiti arabi.
Sondaggio amaro per Netanyahu
Sempre secondo quanto rivela la rete Kan, la lista Bennett-Lapid Insieme ha perso un seggio e ne otterrebbe 15; Yisrael Beiteinu di Avigdor Liberman ne otterrebbe 10, guadagnandone uno; I Democratici di Yair Golan rimarrebbero con nove seggi; Otzma Yehudit del leader dell’estrema destra Itamar Ben-Gvir, perderebbe un seggio e si fermerebbe a otto; i due partiti ultraortodossi Shas e Utj 8 seggi ciascuno, la coalizione araba Hadash-Ta’al perderebbe un seggio e ne avrebbe cinque.
Stabile il partito di estrema destra del ministro Bezalel Smotrich, Sionismo religioso, che manterrebbe cinque seggi; sorride, invece, la Lista araba unita che guadagnerebbe un seggio, arrivando a cinque. Tra i partiti che non superano la soglia di sbarramento nel sondaggio Kan 11 figurano il neonato partito di centro Yesodot Israel (3,1%), il partito Blu e Bianco di Benny Gantz (2,7%) e gli arabi di Balad (2,0%). Ieri è stata annunciata la data delle elezioni parlamentari previste il 27 ottobre prossimo.