Trump fa vacillare le trattative di pace con Teheran. Gli Stati Uniti colpiscono siti di lanci di droni in Iran, e scatenano la rappresaglia dei Pasdaran

Trump fa vacillare le trattative con Teheran. Gli Usa colpiscono siti di lanci di droni in Iran, e scatenano la rappresaglia dei Pasdaran

Trump fa vacillare le trattative di pace con Teheran. Gli Stati Uniti colpiscono siti di lanci di droni in Iran, e scatenano la rappresaglia dei Pasdaran

Malgrado le trattative proseguano incessantemente, tra Stati Uniti e Iran torna a salire la tensione. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha dichiarato di aver lanciato nel fine settimana “attacchi di autodifesa contro postazioni radar e centri di comando e controllo di droni” a Goruk e sull’isola di Qeshm, nel sud dell’Iran.

Secondo quanto affermato dal Centcom su X, si è trattato di “attacchi mirati in risposta alle aggressive azioni iraniane, tra cui l’abbattimento di un drone americano MQ-1 che operava in acque internazionali”.

“I caccia americani hanno risposto subito eliminando le difese aeree iraniane, una stazione di controllo a terra e due droni che rappresentavano una chiara minaccia per le navi in transito nelle acque regionali. Nessun militare americano è rimasto ferito”, ha concluso il Centcom.

La risposta di Teheran

Come facilmente prevedibile, i Guardiani della Rivoluzione hanno subito risposto contrattaccando e colpendo, secondo la loro versione dei fatti, la base aerea da cui le forze americane avrebbero lanciato gli attacchi nel sud dell’Iran.

“Dopo l’aggressione da parte dell’esercito statunitense contro una torre di telecomunicazioni sull’isola di Sirik, nella provincia di Hormozgan, i caccia delle Forze aerospaziali dei Guardiani della Rivoluzione hanno preso di mira la base aerea da cui è partito l’attacco, distruggendo gli obiettivi previsti”, si legge in una nota diffusa dal regime degli ayatollah.

La trattativa tra Iran e Trump prosegue

Attacchi e contrattacchi che contribuiscono ad aggravare il già teso dialogo tra Washington e Teheran. “L’Iran vuole davvero raggiungere un accordo e sarà un buon accordo per gli Stati Uniti e per chi è con noi”, ha dichiarato il presidente americano Donald Trump sul social Truth.

“Ma i Democratici, e diversi Repubblicani apparentemente antipatriottici, non capiscono che per me è MOLTO più difficile svolgere correttamente il mio lavoro e negoziare quando i politicanti continuano a ‘cinguettare’ in modo negativo, a livelli mai visti prima, ripetutamente, dicendo che dovrei fare più in fretta o più lentamente, entrare in guerra o non entrarci. State tranquilli, alla fine andrà tutto bene, come sempre!”, ha aggiunto.

La strada resta in salita

L’ottimismo di Trump appare prematuro. A suggerire che il percorso negoziale sia ancora lungo e complesso è la dichiarazione del governo iraniano secondo cui Teheran apporterà modifiche alla bozza di accordo in discussione con gli Stati Uniti.

A riferirlo è l’agenzia di stampa Tasnim, secondo la quale la revisione apportata dall’amministrazione Trump alla bozza del memorandum d’intesa — che, secondo il New York Times, sarebbe stata significativamente inasprita — viene considerata inaccettabile dal regime degli ayatollah.

Negoziati che, secondo una fonte citata da Tasnim, potrebbero anche concludersi con un nulla di fatto. L’Iran, infatti, si dice “pienamente preparato” anche allo scenario in cui non venga raggiunto alcun accordo.