Giustizia, la maggioranza non si rassegna al referendum e torna alla carica. Summit da Nordio su intercettazioni, trojan e prescrizione

Centrodestra a rapporto da Nordio per organizzare il nuovo assalto alla Giustizia. A spingere per accelerare i pasdaran di Forza Italia

Giustizia, la maggioranza non si rassegna al referendum e torna alla carica. Summit da Nordio su intercettazioni, trojan e prescrizione

La batosta referendaria? Come se non ci fosse stata. E così la maggioranza è già al lavoro per rilanciare la sua battaglia contro la Giustizia. Con una sola parola d’ordine: accelerare. E questa fretta si è palesata ieri nel “summit” convocato dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, al quale erano presenti il viceministro Francesco Paolo Sisto e i capigruppo della maggioranza.

La maggioranza vuole ripartire sulla giustizia

Un vertice voluto ufficialmente per fare il punto sui provvedimenti in cantiere, ma che nei fatti assume il significato di una ripartenza politica. La parte del leone è spettata a Forza Italia, che preme per rilanciare tutte le sue battaglie identitarie: dalla separazione delle carriere alle nuove norme sulle intercettazioni (leggi trojan), dai sequestri di dispositivi elettronici (smartphone) fino alla riforma della prescrizione.

FdI, ha fatto un elenco sui provvedimenti che pendono in commissione, come la proposta di legge ‘Liberi di scegliere’, sui minori nei contesti di criminalità organizzata e le nuove norme sul legittimo impedimento, mentre la Lega si sarebbe concentrata sulla geografia giudiziaria, chiedendo l’apertura del tribunale a Bassano del Grappa.

Una sorta di controffensiva politica che, nelle intenzioni del centrodestra, dovrebbe trasformare la sconfitta referendaria in un nuovo punto di partenza.

La maggioranza contro il procuratore nazionale antimafia Melillo

Due gli scogli che dovrà affrontare la maggioranza: la separazione delle carriere, ma soprattutto le nuove regole sul sequestro degli smartphone e dei dispositivi elettronici, materia delicatissima che tocca direttamente il lavoro delle procure. Nonché una forzatura se si considera l’appello lanciato solo pochi giorni fa dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, affinché la politica non spunti le armi delle procure, limitando l’utilizzo di trojan e bloccando le intercettazioni…

E proprio le modifiche alle intercettazioni saranno a breve l’altra direttrice di lavoro. Secondo fonti del centrodestra l’incontro di ieri sarebbe stato solo “una ricognizione complessiva dello stato di avanzamento dei progetti già all’esame del Parlamento”. Un passaggio interlocutorio che però non fa presagire nulla di buono. Tanto che la maggioranza si è data appuntamento per martedì prossimo per dare concretezza alle prime proposte.