Non solo Urbanistica e San Siro, scatta l’inchiesta anche sugli spazi in Galleria: otto indagati tra dipendenti comunali e imprenditori. E un’altra tegola sulla Giunta Sala

L'inchiesta partita dall'esposto dell'imprenditore ora candidato sindaco Emanuele Lisa della lista 'Milano Libera'

Non solo Urbanistica e San Siro, scatta l’inchiesta anche sugli spazi in Galleria: otto indagati tra dipendenti comunali e imprenditori. E un’altra tegola sulla Giunta Sala

Dopo quella sull’urbanistica e quella sulla vendita dello stadio di San Siro, frana una terza inchiesta sulla giunta di Beppe Sala. Stavolta la Procura – che due giorni fa ha spedito la Guardia di Finanza ad acquisire documenti a Palazzo Marino e nella sede della Soprintendenza alle Belle arti – ha acceso un faro sulla gestione degli spazi d’oro della Galleria Vittorio Emanuele II.

Turbativa d’asta e corruzione nella concessione e gestione degli spazi in Galleria

L’ipotesi dei pm è di turbativa d’asta e corruzione per la concessione di spazi commerciali, per eventi e non solo, nel salotto della città. Tra gli otto indagati ci sarebbero funzionari comunali ma anche della Soprintendenza, oltre che responsabili di società, sebbene allo stato non siano state inviate informazioni di garanzia.

La vicenda, per il sindaco Giuseppe Sala, “qualche connotazione politica ce l’ha”, visto che a fare scattare l’inchiesta è stato un esposto presentato nel 2025 da Massimiliano Lisa, imprenditore del museo su Leonardo 3, che è in contenzioso col Comune proprio per la concessione degli spazi in Galleria.

L’esposto del candidato Lisa ha fatto partire tutto

Lisa da pochi mesi è anche candidato sindaco per le comunali con la sua lista ‘Milano Libera‘, dove figura come candidata a vice sindaca Tiziana Siciliano, fino alla fine dello scorso anno procuratrice aggiunta a capo del pool di contrasto ai reati contro la pubblica amministrazione, che ha coordinato le inchieste sull’urbanistica.

“Le riflessioni politiche le farò a tempo debito”, spiega ancora il primo cittadino, che al momento è cauto sui giudizi ma che solo qualche giorno fa, prima che si sapesse della nuova inchiesta, aveva detto sulla candidatura della Siciliano che “non è una sorpresa”.

L’indagine

L’inchiesta vede al centro le pratiche autorizzative e di concessione per alcuni eventi, come quello di presentazione del biopic ‘Michael’ sulla vita di Michael Jackson e del film ‘Il diavolo veste Prada 2’ lo scorso aprile-maggio. Ma anche le pratiche su un evento organizzato dalla maison Dior all’Arco della Pace lo scorso maggio.

La Procura inoltre sta indagando sulla procedura ad evidenza pubblica relativa all’assegnazione in concessione d’uso di tre immobili che si trovano nel complesso monumentale della Galleria, locali chiamati ‘ex Verga’. E poi ancora sul bando pubblico di assegnazione in concessione d’uso di una unità immobiliare che si trova in via Silvio Pellico 1, sempre nel complesso della Galleria.

Il Salotto buono e la gallina dalle uova d’oro

La Galleria, considerata il salotto di Milano, è al centro da anni di una politica di valorizzazione da parte del Comune, che affitta i suoi spazi, tramite bando, soprattutto alle maison del lusso arrivando ad incassare nel 2025 la cifra di circa 80 milioni di euro.

Il centrodestra ora però attacca il modo di amministrare questa gallina dalle uova d’oro. “La gestione del ‘Salotto’, che è stata in questi ultimi mesi sbandierata come vittoria amministrativa della giunta, è stata segnata da tante denunce e da tanti risvolti di cronaca non solo giudiziaria”, sottolinea il capogruppo di FdI in Comune Riccardo Truppo che torna a chiedere le dimissioni di Sala. Mentre la Lega al primo cittadino chiede “chiarezza sulla gestione” perché i milanesi “meritano trasparenza immediata”.