Sale di ora in ora il bilancio delle vittime causato dal doppio sisma che, nella notte tra mercoledì e giovedì, ha devastato il Venezuela. Al momento le vittime accertate sono 589, a cui si aggiungono oltre 2.980 feriti e, purtroppo, più di 50mila dispersi. Un’emergenza senza fine, con i soccorritori costretti a scavare a mani nude nella speranza di salvare ancora qualcuno. L’enorme numero di persone tuttora non rintracciabili lascia purtroppo presagire un bilancio ancora più drammatico.
Terremoto in Venezuela e soccorsi, l’impegno della Farnesina
La situazione è resa ancora più grave dal fatto che lo sciame sismico non si è ancora arrestato: sono infatti oltre 100 le scosse di assestamento registrate finora. Secondo quanto riferito da Maria Teresa Del Re, consigliera dell’Unità di crisi della Farnesina che segue e coordina la missione italiana in Venezuela, sono circa 3mila gli italiani residenti nell’area vicina all’epicentro del terremoto che ha devastato il Paese sudamericano. Il numero sale invece a circa 65mila se si considera l’intera zona colpita dal sisma.
“C’è una situazione complicata, le operazioni di ricerca e soccorso procedono lentamente. Sia l’Unità di crisi sia il consolato stanno ricevendo numerose telefonate da parte dei nostri connazionali che vivono lì. Si tratta di una situazione molto fluida”, ha spiegato la consigliera, confermando anche il decesso di una persona italo-venezuelana. La stessa Del Re ha aggiunto che, vista la gravità dell’emergenza, “non si esclude la possibilità che ci siano altre vittime italiane”.